Da leggere con attenzione
Vista l’importanza del tema trattato e l’ottima esposizione, preferiamo pubblicare integralmente l’articolo.
Per i colleghi piu’ sordi e quelli piu’ ciechi consigliamo un’attenta lettura.
Articolo tratto dal blog di Maurizio Caprino
Ci siamo. Dopo mesi di giri di bozze e settimane di traccheggiamenti per decidere quando far uscire il provvedimento, il Governo ha annunciato ieri il varo del pacchetto Vicari per tagliare le tariffe dell’assicurazione Rc auto. Lo ha fatto per bocca nientemeno che del premier, Enrico Letta, nientemeno che nel discorso fatto ieri alle Camere per ottenere la fiducia. Roba importante, dunque. Tanto che persino un giornale come “Il Sole 24 Ore” oggi registra la cosa all’interno del suo titolo di apertura. Ma la verità è che, in qualsiasi modo venga alla luce, il pacchetto si tirerà dietro polemiche e contenziosi. Non solo perché va a incidere su un settore pieno di bubboni incancreniti che i tanti “interventi chirurgici” fatti negli ultimi 15 anni non sono mai riusciti a curare. Stavolta c’è di più: nelle ultime settimane Letta lo ha avocato a sé, inserendo misure dirigistiche che faranno urlare le compagnie e le convinceranno a scatenare il contenzioso. Parlo soprattutto della percentuale di sconto imposta in automatico alle compagnie in cambio dell’accettazione della scatola nera a bordo da parte dell’assicurato.
Una misura a rischio incostituzionalità. Letta non può non saperlo, se non altro perché dovrebbe essere rimasto scottato da un’altra misura altrettanto dirigistica, il blocco delle tariffe Rc auto, da lui “firmato” nel marzo 2001 (legge 57/2001) e portato dall’Ania (l’associazione delle compagnie) fino alla Corte di giustizia Ue. Dunque, se Letta ha deciso di andare avanti a testa bassa, credo ci sia un solo motivo, che ho anticipato giusto ieri mattina alla platea di un convegno sulle assicurazioni, quando ancora non si sapeva se il premier avrebbe annunciato con enfasi il via libera al pacchetto Rc auto: in questa fase in cui il Governo fa parlare di sé solo per l’Imu e tutti gli altri inasprimenti fiscali, c’è bisogno di dare in pasto ai media qualcosa che dia all’opinione pubblica l’impressione che “stiamo lavorando per voi”.
E pazienza se si scateneranno vespai di polemiche e ricorsi in varie sedi. Quelli magari li gestirà uno dei prossimi governi. Una considerazione molto in voga da tempo in tutta la classe dirigente italiana, non solo politica e pubblica ma anche aziendal-privata.
Il problema è che tutto questo si aggiungerà ai punti del pacchetto che sono già critici. Come l’allungamento dei tempi dei risarcimenti, accordato alle compagnie nella speranza che almeno così inizino a fare tutta la loro parte nella lotta alle frodi. Oppure, sempre nell’ambito della misure antifrode, la black list dei testimoni, su cui qualcuno solleva problemi di privacy, come segnala SicurAUTO.it.
Senza contare il fuoco che apriranno le organizzazioni di rappresentanza degli autoriparatori contro l’obbligatorietà di fatto del risarcimento in forma specifica: chi vorrà continuare a scegliersi il carrozziere da cui andare dovrebbe ricevere la stessa cifra che la compagnia avrebbe riconosciuto a un carrozziere convenzionato con essa (e spesso da essa “strozzato” con condizioni economiche contrattuali pesanti), per cui alla fine è giocoforza affidarsi a uno di questi ultimi. E contro il divieto di cessione del credito, studiato per evitare che il danneggiato affidi al carrozziere la pratica di risarcimento, limitando i rischi che i costi si gonfino, ma andando anche contro un principio fondamentale del Codice civile, legato peraltro a un principio garantito dalla Costituzione com’è la liberta d’impresa.
Intendiamoci bene: qualcosa bisogna pur fare per incidere su bubboni decennali che gonfiano i prezzi fino a farli arrivare ai livelli più alti d’Europa (pur con mille precisazione che si potrebbero fare su come vengono fatti i confronti). Ma sarà sempre difficile trovare una quadra, perché una stessa misura da un lato è necessaria contro i furbi e i professionisti che fanno della Rc auto un ammortizzatore sociale per sé e le proprie famiglie, dall’altro andrà a toccare diritti tutelati dall’ordinamento di cui si avvalgono anche persone onestissime che è ingiusto penalizzare. Questo vale sia per gli assicurati sia per gli operatori del settore.
Il pacchetto comprende anche la scatola nera, su cui pensiamo di aver già detto tutto. Ma in realtà dobbiamo renderci conto che potrebbe essere l’inizio di una rivoluzione che potrebbe spazzare via il bonus malus: non saremo mai obbligati a montarle, ma di fatto è possibile che dovremo farlo per evitare di essere stangati e da quel momento il nostro comportamento sarà sotto osservazione per tarare un prezzo personalizzato della Rc auto. Dunque, la scatola nera non servirà più solo a capire la dinamica e la velocità in caso d’incidente: dirà anche (sia pure in forma aggregata, per non ledere la prvacy facendo apparire momento per momento dove siamo) quanto guidiamo, su che tipo di strada, a che velocità e con quali accelerazioni e frenate. Allora, alla fine potrebbe contare più lo stile di guida che il numero degli incidenti causati nel tempo.
Infine, su tutto il sistema aleggia un sospetto che sarebbe bene che le autorità dissipassero: quello che le tariffe siano gonfiate anche dalle stesse compagnie e non da truffatori occasionali o di professione come le compagnie dicono. Non dimentichiamo che il gruppo Fonsai dei Ligresti in questi mesi è sotto inchiesta proprio per aver gonfiato le riserve sinistri (quindi i costi della Rc auto e quindi le tariffe), con la complicità dell’ex-presidente dell’autorità di vigilanza (all’epoca si chiamava Isvap), Giancarlo Giannini. Una prassi di cui ho sentito parlare per la prima volta, ma senza riscontri, a metà anni Novanta e relativamente un po’ a tutte le compagnie. I più attenti ricorderanno che esattamente 10 anni fa metodi del genere furono denunciati da un dipendente dell’ispettorato sinistri della Ras (struttura in comune con altre compagnie) a Lecce. L’indagine fu archiviata, ma ora sarebbe bene riapprofondirla. Non solo alla luce del caso Fonsai, ma anche delle voci che nell’ultimo anno nell’ambiente si sono infittite: sento parlare di casi in cui c’è un solo sinistro ma vengono aperti due fascicoli, di cui uno viene archiviato ma soltanto dopo che ha “fatto numero” nelle statistiche, contribuendo dunque a giustificare rincari tariffari. Citiamo anche altri sistemi poco ortodossi nella liquidazione dei sinistri (come l’acquiescenza a pagare compensi ad avvocati anche prima che facessero causa, cioè quando il regolamento sul risarcimento diretto vieta alle assicurazioni di coprire spese del genere), di cui ha parlato due anni fa il collega Cosimo Murianni su “Quattroruote” senza essere mai smentito.
Dicerie malevole? Può darsi, ma stanno tornando ad essere ricorrenti e chi ha il compito di vigilare dovrebbe tranquillizzarci.
Scommetto ci sarà il solito imbecille, che scriverà sostenendo questa riforma.
Vorrei capire o forse fatemi capire , oggi siamo qui a sostenere il nostro futuro ma cosa e successo il 14 febbraio 2013 quando e stato presentato al M.S.E allora governo MONTI E dal MINISTRO PASSERA il contratto di base r.c.a dall’ ania isvass presenti anche le maggior associazioni dei consumatori che a sua volta lo hanno sostenuto forse allora dovevamo essere presenti e fare capire alle Associazione dei Consumatori quale erano i vantaggi nel sostenere quel contratto .oggi ritengo se riusciamo a essere tutti uniti possiamo ancora sopravvivere altrimenti dovremo ridimensionare il numero delle aziende nel territorio questo sara’ un processo che non lo fermera’ nessuno vedi i nuovi centri delle compagnie che riusciranno a canalizzare il proprio cliente nelle sue reti oggi il cliente vuole servizi a costo zero altrimenti le associazioni dei consumatori non avrebbero condiviso il percorso inieme alle compagnie di assicurazioni
L’Italia la devono mandare in rovina…. X quanto riguarda noi, sarà guerra ancor di più al convenzionato, in quanto, vista la forte convenzione tra carrozzeria e Studio assicurativo, loro saranno costretti a fare un’offerta ancora più sotto dell’attuale tariffa. Visto che a quanto sembra, dovremmo convenzionarci tutti…..
Alla base di tutto ci sta la cultura che negli anni la politica stessa non ha mai insegnato agli italiani, anzi si è passato dalle mazzette a tangentopoli a tutto quello che sta accadendo oggi.
E gli italiani in genere hanno semplicemente messo in opera quello che gli è stato concesso, quindi truffe delle assicurazioni agli assicurati o viceversa o truffe degli autoriparatori ai clienti o alle assicurazioni o viceversa. Quindi evasione fiscale del artigiano o della assicurazione che non calcola l’IVA sulla riparazione o sull’offerta di risarcimento.
Ora non è più nella norma questo tipo di operato e quindi si deve sistemare le faccende, come fare? Si fa pagare coloro che stanno alla base della società, non si può mica far pagare la politica o le lobbies!!!
Con questo voglio dire che non è facile arrivare alla giustizia che l’autoriparatore o anche l’assicurato ritiene più opportuna perchè tutto il sistema funzioni al meglio, perchè non sono costoro che applicano le leggi. Le leggi le fanno coloro che non sanno nemmeno cambiare una gomma della propria auto se forano.
Ora è diventato un’allarme.
Ok a marzo quando annunciavo il progetto UNIPOL durante l’incontro annuale Provinciale CNA, sono stato deriso e accusato d’essere un’allarmista, e che volevo solo fare pubblicità a Federcarrozzieri.
Ho spiegato tutto qui: https://ilcarrozziere.it/blog/2013/10/bologna-centro-raccolta-auto-incidentate-lavevamo-annunciato/
Poi dopo quell’articolo di Ottobre, pare che i funzionari CNA si siano svegliati dal letargo organizzando un’incontro provinciale il 24/10/2013 a Bologna dove vi ricordo che il 60/70% delle carrozzerie sono fiduciarie con Unipol-Fonsai, ma anche dopo quell’incontro nessuna carrozzeria è uscita dalla convenzione.
Ieri ho ricevuto una Circolare/invito CNA provinciale Bologna.
“A seguito delle decisioni prese nell’Assemblea Provinciale dei carrozzieri del 4 Novembre u.s.,
abbiamo incontrato la Compagnia Assicuratrice Unipol, rappresentando la contrarietà dei
carrozzieri e della Cna alle loro recenti iniziative e progetti che, come noto, prevedono la
realizzazione del “Centro raccolta veicoli incidentati” di Casalecchio di Reno e la modifica dei
contenuti del rapporto con le carrozzerie che lavorano in convenzione con Unipol (in sintesi
quest’ultimo progetto prevede che dal prossimo anno la fornitura dei ricambi venga effettuata
direttamente dalla Compagnia di Assicurazione, con tariffe orarie e costi dei materiali di consumo decisi dalla Compagnia).”
Invito CNA BOLOGNA
https://ilcarrozziere.it/blog/wp-content/uploads/2013/12/571carrozzerieConv16dic.pdf
Chissà magari ora qualche FIDUCIARIO comincia a capire……o forse no.
Inoltre mi chiedo, ma non sarebbe sufficiente per CNA alzare la cornetta del telefono e chiamare il presidente nazionale dott. Malavasi che siede anche nel consiglio di amministrazione di Unipol per prendere informazioni?
Come puo’ la CNA difendere la piccola e media impresa con un presidente che a oggi non ha dichiarato nulla in merito ai centri di raccolta vetture incidentate.
Questi centri saranno la rovina di tutte le carrozzerie, ma in particolare di quelle fiduciarie.
Forse la nostra tessera a loro non interessa piu’……
non vi fate più incantare dai sindacati di categoria loro sono espressione del potere ne più e ne meno come i partiti, come le assicurazioni, come le banche, come la telefonia, ecc….. . Come può rappresentare un componente del cda di unipol gli artigiani? Conflitto di interessi ecco come si chiama e lapolitica si è guardata bene di fare una legge contro il conflitto di interessi perchè l’Italia ne è piena di conflitti di interessi, non vedo una via d’uscita a meno che non crolla il sistema. Ci vuole un alleanza di tutte le categorie o unioni come le chiamano in cna per dare una spallata a questo abominevole e mostruoso sistema economico fatto di lobbies e finanza tossica che ha portato questa nazione in caduta libera al baratro.
questi sono due trafiletti del messaggio lasciato quest’oggi all’assemblea elettiva del CNA il primo del presidente del consiglio LETTA il secondo del ministro ZANONATO.
Ma è necessario complessivamente rilanciare la politica industriale e soprattutto per le piccole e medie imprese. Dovete avere gli strumenti che possano far seguire all’arresto della caduta del Pil il ritorno alla crescita, prima di tutto dell’occupazione. Dobbiamo continuare a lavorare assieme – ha concluso Letta – e per questo auguro un grande in bocca al lupo a Ivan e a tutti voi”.
“Nella strategia per avviare la ripresa – ha concluso Zanonato – bisogna valorizzare sempre di più l’artigianato, che riesce a coniugare cambiamento e tradizione, qualità e unicità, caratteristiche distintive del nostro Paese, un’eredità che non possiamo danneggiare. Artigiani e piccoli imprenditori sono motore di ricchezza e crescita industriale e vanno messi al centro delle politiche di sviluppo”.
A dimenticavo non parlavano di noi perchè non saremo più ne piccola ne media impresa neanche artigiani ma solo PRESTATORI DI MANODOPERA.
GRAZIE !!!!
e giusto cosi il male lo abbiamo creato noi vogliamo fare il cavallo di troia portandoci dentro persone che non ci appartengano al nostro lavoro artigiano da piccole micro imprese noi dobbiamo sopportare tutto il costo di un sinistro ,visto che il 10% e dovuto alla riparazione del veicolo e il 90% a altri proviamo a pretendere solo il nostro costo sono convinto che forse ci ascolteranno e capiranno che il costo del sinistro e dovuto ad altri che senza di noi non lo potranno mai giustificare vedo nel settore delle pelletteria il terziario non e male almeno quel poco lo incassano subito forse dobbiamo capire da che parte stare certo se un autoriparatore oggi non riesce ad incassare un sinistro nei tempi brevi non potra’ piu’ sostenere la continuita’ della sua azienda se tutti insieme si decidesse di incassare il sinistro alla consegna della fattura della riparazione quali problemi esisterebbero e un nostro diritto si eliminerebbe tante frodi allora il furbetto sarebbe costretto a anticipare i soldini .le assicurazioni non si possono esporre economicamente allora ci pensiamo noi perche riteniamo che sia utile alle nostre aziende non credo proviamo ad andare a chiedere un finanziamento i banca per una riparazione per capire quanto costa e per averlo .lasciamo il lavoro alle fiduciarie tanto loro ci rimettono quindi a breve chiuderanno magari , che popolo di inlusi !!!!!
Consiglio dei ministri di questa mattina.
Ordine del giorno:
http://www.governo.it/Governo/ConsiglioMinistri/dettaglio.asp?d=74097
Comunicato stampa CNA CONFARTIGIANATO CASARTIGIANI.
https://ilcarrozziere.it/blog/wp-content/uploads/2013/12/Rc-Auto_Rimborsi-forma-specifica_Comunicato-stampa-Carrozzieri-Confartigianato_Cna_Casartigiani.pdf
Tratto dal sole24
Dopo la bocciatura del 2012, torna l’obbligo di “risarcimento in forma specifica”, cioè la rinuncia del danneggiato a ottenere soldi dall’assicurazione: per far riparare il veicolo, ci si affida a un carrozziere convenzionato con la compagnia, che regola i conti direttamente con essa . Non un vero obbligo, ma un forte disincentivo a non avvalersene, perlomeno per chi accetta in partenza la possibilità di doversi rivolgere a un’officina convenzionata (si veda il punto 4): se il danneggiato scegliesse lui il riparatore, riceverebbe la stessa somma che la compagnia riconoscerebbe alla carrozzeria convenzionata.
http://www.ilsole24ore.com/art/2013/2013-12-13/rc-auto-stop-carrozzieri-fiducia-081329.shtml?uuid=ABFvUnj#navigation
E ancora….
“Il risarcimento in forma specifica (si veda il punto 3) verrebbe proposto in fase di stipula di una polizza, come accade già adesso, e poi l’assicurato deciderebbe se avvalersene davvero se capitasse un incidente in cui ha ragione. In ogni caso, accettare nella polizza la clausola di risarcimento in forma specifica darebbe diritto a uno sconto anche in questo caso fissato dal Governo: non meno dell’8%, che potrebbe diventare del 12% in aree a maggior rischio di frodi che andrebbero individuate con decreto del ministro dello Sviluppo economico.”
QUESTO FARA’ LA FELICITA’ DEI NOLEGGIATORI, SEMPRE CHE SIANO FIDUCIARI DELLE LOBBY
“Nel 2012 si era stabilito che le compagnie avessero solo due giorni lavorativi di tempo per mandare un perito nel luogo e negli orari indicati dal danneggiato, per verificare i danni. Dopodichè il proprietario del veicolo poteva procedere alla riparazione. Invece, il nuovo pacchetto allunga il termine a 15 giorni non festivi.
Dunque, si dovrà aspettare di più prima di andare in officina. E, se il veicolo non è marciante, ciò significa che la compagnia vedrà aumentare i costi per risarcire il fermo tecnico (periodo per il quale l’interessato non può utilizzare il suo mezzo e spostarsi in altro modo).”
OGGI LE CARROZZERIE SONO LA BANCA DELLE COMPAGNIE, DOMANI DOVREMO CHIEDERE CREDITI PER ATTENDERE I SOLDI DEI RISARCIMENTI….INCREDIBILE..
“Anche i tempi concessi alle compagnie per pagare il danno dovrebbero allungarsi con il pacchetto di novità in discussione: in caso di danni a sole cose, si passerebbe da 60 a 90 giorni. Qualora la denuncia dei danni fosse firmata da tutti i conducenti coinvolti, dagli attuali 30 si passerebbe a 45 giorni.
Il motivo di questo allungamento è la necessità di dare alle compagnie abbastanza tempo per effettuare veri accertamenti antifrode: da gennaio 2012 le compagnie sono obbligate a intraprenderne e a rendere conto dell’attività svolta in questo campo, ma finora i risultati sono stati scarsi e le assicurazioni hanno attribuito ciò proprio ai tempi stretti messi a loro disposizione.”
DIVIETO DI CESSIONE DI CREDITO, DIVIETO DI ESSERE CERTI DI INCASSARE. DIVIETO ALLA DEMOCRAZIA
“Di frequente, il carrozziere dice “con l’assicurazione me la vedo io”: al danneggiato basta firmare una cessione del credito che lui vanta verso la compagnia per il risarcimento e farsi riparare il veicolo. Questa cessione del credito verrebbe ora vietata, per evitare che il carrozziere gonfi i costi. Ma una misura di questo tipo è fortemente sospetta di limitare la libertà d’impresa, quindi potrebbe essere oggetto di un aspro contenzioso.”
http://www.youtube.com/watch?v=xJHqIL1jZZg#t=1843
LINK PER CONFERENZA STAMPA CONSIGLIO DEI MINISTRI ARTICOLO 7
Non sappiamo se è la bozza o il documento definitivo.
ART. 8
(Disposizioni in materia di assicurazione r.c. auto)
1.
recante il Codice delle assicurazioni private, sono apportate le seguenti modificazioni:
Al decreto legislativo 7 settembre 2005, n. 209, e successive modificazioni,
a) all’articolo 132, il comma 1 è sostituito dai seguenti:
«1. Le imprese di assicurazione sono tenute ad accettare, secondo le condizioni di polizza e le tariffe che hanno l’obbligo di stabilire preventivamente per ogni rischio derivante dalla circolazione dei veicoli a motore e dei natanti, le proposte per l’assicurazione obbligatoria che sono loro presentate, fatta salva la necessaria verifica della correttezza dei dati risultanti dall’attestato di rischio, nonché dell’identità del contraente e dell’intestatario del veicolo, se persona diversa. Le imprese richiedono ai soggetti che presentano proposte per l’assicurazione obbligatoria di sottoporre volontariamente il veicolo ad ispezione, prima della stipula del contratto. Qualora si proceda ad ispezione ai sensi del secondo periodo, le imprese praticano una riduzione rispetto alle tariffe stabilite ai sensi del primo periodo. Le imprese di assicurazione possono proporre la stipula di contratti che prevedono l’installazione di meccanismi elettronici che registrano l’attività del veicolo, denominati scatola nera o equivalenti,
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o ulteriori dispositivi, individuati, per i soli requisiti minimi necessari a garantire la conformità agli standard europei, con decreto del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, di concerto con il Ministero dello sviluppo economico. Se l’assicurato acconsente all’installazione dei meccanismi di cui al quarto periodo, i costi di installazione, disinstallazione, sostituzione e portabilità sono a carico dell’impresa che deve applicare, all’atto della stipulazione del contratto, una riduzione significativa del premio rispetto ai premi stabiliti ai sensi del primo periodo. In caso di contratto stipulato con un nuovo assicurato, in sede di prima applicazione, la riduzione del premio non è comunque inferiore al sette per cento dell’importo risultante dalla somma dei premi RCA incassati nella Regione dalla medesima compagnia nell’anno precedente divisa per il numero degli assicurati nella stessa Regione. In caso di scadenza di un contratto e di stipula di un nuovo contratto di assicurazione tra le stesse parti, l’entità della riduzione del premio come sopra determinata, in sede di prima applicazione, non può comunque essere inferiore al sette per cento del premio applicato all’assicurato nell’anno precedente. Resta fermo l’obbligo di rispettare i parametri stabiliti dal contratto di assicurazione.
1-bis. Quando uno dei veicoli coinvolti in un incidente risulta dotato di un dispositivo elettronico che presenta le caratteristiche tecniche e funzionali stabilite a norma del presente articolo e dell’articolo 32, commi 1-bis e 1-ter, del decreto-legge 24 gennaio 2012, n. 1, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 marzo 2012, n. 27, le risultanze del dispositivo formano piena prova, nei procedimenti civili, dei fatti cui esse si riferiscono, salvo che la parte contro la quale sono state prodotte dimostri il mancato funzionamento del predetto dispositivo. 1-ter. I dati risultanti dai meccanismi elettronici o dagli ulteriori dispositivi installati sono trattati dalla impresa di assicurazione nel rispetto delle disposizioni del decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196. L’impresa di assicurazione è titolare del trattamento dei dati ai sensi dell’articolo 28 del citato decreto legislativo n. 196 del 2003. E’ fatto divieto per l’assicurato di disinstallare, manomettere o comunque rendere non funzionante il dispositivo installato. In caso di violazione da parte dell’assicurato del divieto di cui al terzo periodo la riduzione del premio di cui al presente articolo non è applicata per la durata residua del contratto.».
b) all’articolo 135, dopo il comma 3 sono aggiunti i seguenti:
«3-bis. L’identificazione di eventuali testimoni sul luogo di accadimento dell’incidente deve risultare dalla denuncia di sinistro prevista dall’articolo 143, nonché dalla richiesta di risarcimento presentata all’impresa di assicurazione ai sensi degli articoli 148 e 149. Fatte salve le risultanze contenute in verbali delle autorità di polizia intervenute sul luogo dell’incidente, l’identificazione dei testimoni avvenuta in un momento successivo comporta l’inefficacia della prova testimoniale addotta.
3-ter. In caso di giudizio, il giudice, sulla base della documentazione prodotta, non ammette le testimonianze che non risultino acquisite secondo le modalità previste dal comma 3-bis. Il giudice dispone l’audizione dei testimoni che non sono stati indicati nel rispetto del comma 3-bis
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nei soli casi in cui risulti comprovata l’oggettiva impossibilità della loro tempestiva identificazione.
3-quater. Nei processi attivati per l’accertamento della responsabilità e la quantificazione dei danni, il giudice verifica la eventuale ricorrenza dei medesimi testimoni già chiamati in altre cause nel settore dell’infortunistica stradale e, ove riscontri, anche avvalendosi dell’archivio integrato informatico di cui all’articolo 21 del decreto-legge 18 ottobre 2012, n. 179, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 dicembre 2012, n. 221, la ricorrenza dei medesimi nominativi in più di tre cause negli ultimi cinque anni, trasmette l’informativa alla Procura della Repubblica competente per gli ulteriori accertamenti. Il presente comma non si applica a coloro che hanno reso testimonianza in adempimento di un dovere d’ufficio.».
c) dopo l’articolo 147 è inserito il seguente:
«Art. 147-bis. (Risarcimento in forma specifica)
1. In alternativa al risarcimento per equivalente, è facoltà delle imprese di assicurazione, in assenza di responsabilità concorsuale, risarcire in forma specifica danni a cose, fornendo idonea garanzia sulle riparazioni effettuate, con una validità non inferiore a due anni per tutte le parti non soggette a usura ordinaria. L’impresa di assicurazione che intende avvalersi della facoltà di cui al primo periodo comunica all’IVASS entro il 20 dicembre di ogni anno e, per l’anno 2014, entro il 30 gennaio, l’entità della riduzione del premio prevista, in sede di prima applicazione, in misura non inferiore al cinque per cento dell’importo risultante dalla somma dei premi RCA incassati nella Regione dalla medesima compagnia nell’anno precedente divisa per il numero degli assicurati nella stessa Regione. Con decreto del Ministro dello sviluppo economico, da adottare entro il 20 gennaio 2014, sentito l’IVASS, sono individuate le aree territoriali nelle quali sono applicate riduzioni del premio, in sede di prima applicazione, non inferiori al dieci per cento dell’importo come calcolato nel secondo periodo. Le aree di cui al terzo periodo sono individuate sulla base dei seguenti criteri, riferiti ai dati dell’anno precedente: numero dei sinistri denunciati, entità dei rimborsi, numero dei casi fraudolenti riscontrati dall’autorità giudiziaria. I dati sono desumibili anche dall’archivio integrato informatico di cui all’articolo 21 del decreto-legge 18 ottobre 2012, n. 179, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 dicembre 2012, n. 221, gestito dall’IVASS. Nelle more dell’adozione del citato decreto del Ministro dello sviluppo economico si applicano, in sede di prima applicazione, le riduzioni del cinque per cento. Nei casi di cui al presente articolo il danneggiato, anche se diverso dall’assicurato, può comunque rifiutare il risarcimento in forma specifica da parte dell’impresa convenzionata con l’impresa di assicurazione, individuandone una diversa; la somma corrisposta a titolo di risarcimento, che non può comunque superare il costo che l’impresa di assicurazione avrebbe sostenuto provvedendo alla riparazione delle cose danneggiate mediante impresa convenzionata, è versata direttamente all’impresa che ha svolto l’attività di autoriparazione, ovvero previa presentazione di fattura. Resta comunque fermo il diritto del danneggiato al risarcimento per equivalente nell’ipotesi in cui il costo della riparazione sia pari
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2.
e)
«Art. 150-ter (Divieto di cessione del diritto al risarcimento)
1. L’impresa di assicurazione ha la facoltà di prevedere, in deroga agli articoli contenuti nel libro quarto, titolo I, capo V, del codice civile, all’atto della stipula del contratto di assicurazione e in occasione delle scadenze successive, che il diritto al risarcimento dei danni derivanti dalla circolazione dei veicoli a motore e dei natanti non sia cedibile a terzi senza il consenso dell’assicuratore tenuto al risarcimento. Nei casi di cui al presente articolo, l’impresa di assicurazione applica, in sede di prima applicazione, una significativa riduzione del premio a beneficio dell’assicurato, in misura comunque non inferiore al quattro per cento dell’importo risultante dalla somma dei premi RCA incassati nella Regione dalla medesima compagnia nell’anno precedente divisa per il numero degli assicurati nella stessa Regione.».
o superiore al valore di mercato del bene e, in tali casi, la somma corrisposta a titolo di risarcimento non può comunque superare il medesimo valore di mercato.
2. L’impresa di assicurazione che non effettua entro il 20 dicembre la comunicazione prevista nel comma 1 non può esercitare la facoltà nell’anno successivo.».
d)
1) 2)
all’articolo 148 sono apportate le seguenti modificazioni:
al comma 1, al primo periodo la parola: «cinque» è sostituita dalla seguente: «dieci» e il sesto periodo è soppresso.
al comma 2-bis, il quinto periodo è sostituito dai seguenti:
«La medesima procedura si applica anche in presenza di altri indicatori di frode acquisiti dall’archivio integrato informatico di cui all’articolo 21 del decreto-legge 18 ottobre 2012, n. 179, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 dicembre 2012, n. 221, definiti dall’IVASS con apposito provvedimento, dai dispositivi elettronici di cui all’articolo 132, comma 1, o emersi in sede di perizia da cui risulti documentata l’incongruenza del danno dichiarato dal richiedente. Nei predetti casi, l’azione in giudizio prevista dall’articolo 145 è proponibile solo dopo la ricezione delle determinazioni conclusive dell’impresa o, in sua mancanza, allo spirare del termine di novanta giorni di sospensione della procedura.»;
dopo l’articolo 150-bis è inserito il seguente:
Le imprese di assicurazione sono tenute a proporre clausole contrattuali, facoltative per l’assicurato, che prevedono prestazioni di servizi medico-sanitari resi da professionisti individuati e remunerati dalle medesime imprese, che pubblicano i nominativi sul proprio sito internet. Nel caso in cui l’assicurato acconsente all’inserimento di tali clausole, l’impresa applica, in sede di prima applicazione, una significativa riduzione del premio a beneficio dell’assicurato, in misura comunque non inferiore al sette per cento dell’importo risultante dalla somma dei premi RCA incassati nella Regione dalla medesima compagnia nell’anno precedente divisa per il numero degli assicurati nella stessa Regione.
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3. All’articolo 32, comma 3-quater, del decreto-legge 24 gennaio 2012, n. 1, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 marzo 2012, n. 27, le parole: «visivamente o» sono soppresse.
4. Il mancato rispetto da parte dell’impresa assicuratrice dell’obbligo di riduzione del premio nei casi di cui al comma 1, lettere a), c), e) ed al comma 2, comporta l’applicazione alla medesima impresa, da parte dell’IVASS, di una sanzione amministrativa pecuniaria da 5.000 euro a 40.000 euro e la riduzione automatica del premio di assicurazione relativo al contratto in essere.
5. Le imprese di assicurazione che non si avvalgono delle facoltà di cui al comma 1, lettere a), c), e) hanno obbligo di darne comunicazione all’assicurato all’atto della stipulazione del contratto con apposita dichiarazione da allegare al medesimo contratto. In caso di inadempimento, si applica da parte dell’IVASS una sanzione amministrativa pecuniaria da 1.000 euro a 10.000 euro.
6. Il secondo comma dell’articolo 2947 del Codice civile è sostituito dal seguente: «Per il risarcimento del danno prodotto dalla circolazione dei veicoli di ogni specie il diritto si prescrive in due anni. In ogni caso il danneggiato decade dal diritto qualora la richiesta di risarcimento non venga presentata entro novanta giorni dal fatto dannoso, salvo i casi di forza maggiore.».
7. L’IVASS esercita poteri di controllo e di monitoraggio in merito all’osservanza delle disposizioni contenute nel presente articolo, in specie quelle relative alla riduzione dei premi delle polizze assicurative e al rispetto degli obblighi di pubblicità e di comunicazione di cui ai commi 4, 5 e 8. Nella relazione al Parlamento, di cui all’articolo 13, comma 5, del decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 135, viene dato specifico conto dell’esito dell’attività svolta.
8. Al fine del conseguimento della massima trasparenza, l’impresa di assicurazione pubblica sul proprio sito internet l’entità della riduzione dei premi effettuata ai sensi del comma 1, lettere a), c), e), ed al comma 2, secondo forme di pubblicità che ne rendano efficace e chiara l’applicazione. L’impresa comunica altresì i medesimi dati al Ministero dello sviluppo economico e all’IVASS, ai fini della loro pubblicazione sui rispettivi siti internet.
9. Il mancato rispetto di una delle disposizioni di cui al comma 8 comporta l’applicazione da parte dell’IVASS di una sanzione amministrativa pecuniaria da 1.000 euro a 10.000 euro.
10. Gli introiti derivanti dall’applicazione delle sanzioni amministrative pecuniarie previste dai commi 4, 5 e 9 sono destinati ad incrementare il Fondo di garanzia per le vittime della strada, di cui all’articolo 285 del decreto legislativo 7 settembre 2005, n. 209.
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11. L’articolo 14 del decreto del Presidente della Repubblica 18 luglio 2006, n. 254, è abrogato.
Da tempario.it
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Scatola nera: sconto minimo del 10% e prova regina in tribunale
Testimoni senza aggiunte successive e con lista nera
Stop ai carrozzieri di fiducia degli automobilisti
Sconti per chi si fa canalizzare verso un carrozziere fiduciario della compagnia
Tempi più lunghi per la perizia
Risarcimenti più lenti
Meno tempo per le denunce
Controlli antifrode
Invalidità delle deleghe alla gestione del sinistro da parte del carrozziere
Niente più superbonus (tabelle interne delle compagnie) ai clienti fedeli
Sorprendente invece la dichiarazione rilasciata ieri dal diretto centrale ramo Auto dell’Ania, dott. Vittorio Verdone e riportata dal blog “Cervelliamo”. Verdone auspicava ardentemente che le indiscrezioni che stavano circolando circa la riforma, non corrispondessero a verità. Verdone spiegava invece la sua ricetta, criticando aprioristicamente le misure inserite nella bozza del governo, perché hanno molti irrigidimenti e molte imposizioni di sconti che violano le regole del mercato mentre la ricetta proposta da Verdone è un’altra e parte dal pareggiare le disuguaglianze tra il prezzo italiano e quello di altri paesi europei per quanto riguarda il risarcimento dei danni alla persona che a suo dire marca la vera differenza con le assicurazioni europee. Verdone insiste sul fatto che le indicazioni del Governo andrebbero ad irrigidire un mercato che solo grazie ad una reale concorrenza di mercato le polizze potranno scendere.
” e le Associazioni di Categoria?” Carrozzieri italiani non preocupatevi più di tanto….in sede unitaria (Confartigianato – CNA – CASARTIGIANI) hanno indetto una manifestazione a Roma il 29 gennaio, sollecitano l’eliminazione dell’obbligo di risarcimento in forma specifica dal pacchetto di norme sulla riforma dell’RC auto all’esame del Consiglio dei Ministri di oggi….il cui esito e risultato finale è già noto ….. si cerca di chiudere la stalla quando i buoi sono già scappati!
Cosa dovrebbero invece assolutamente avviare le associazione di categoria? Costituire un team di avvocati di spessore e con fondata competenza in materia per avviare e dare luogo ad una durissima battaglia legale, in Italia e parallelamente in Europa.
Questo è il da farsi il resto è tutta facciata.
Sul piano etico-professionale qualcuno, e più di uno, dovrebbe rassegnare – in silenzio – le proprie dimissioni, iniziando da chi è soggetto ed oggetto di un significativo conflitto d’interessi.
e meno male che a Firenze il senatore Matteoli ci ha addirittura dato il cellulare della Vicari dove doveva assicurarci che non passava bella i……. e adesso come movimento di categoria non sarebbe ora non di unirci con i forconi ma bensì di tirarli fuori.
Sergio.
non ho mai aderito a nessuna compagnia di as. ma a volte mi vengono dei dubbi visto che le car che lavorano di più prelevando anche dei miei clienti sono quelle con accordi assicurativi di questo passo non so dove si andra a finire
se si legge tra le righe del pacchetto si notano gli sconti di premi RCA all’installazione della scatola nera, sconti se si fa la riparazione in carrozzerie convenzionate. Ma se io non ho margini per poter fare sconti non li faccio…..Perchè non sono mai stati fatti tariffari più agevoli per l’RCA degli assicurati prima di mettere mano a nuovi provvedimenti visto che ora le compagnie sono invitate a fare degli sconti??
Mi ricordo di aver letto che nel 2012 le compagnie hanno fruttato un utile complessivo di 1.2 miliardi, che le truffe sono visibilmente diminuite dal 2012 ad oggi, che gli incidenti sono calati del 22%. Perchè accanirsi contro i lavoratori ed emettere nuovi provvedimenti nella legge di stabilità, quando questo percorso già in voga a lungo andare avrebbero presumibilmente portato ulteriori benefici???
Quello che vogliono le compagnie dai propri clienti assicurati è poco lontano dal ricatto, che messo all’interno di una legge diventa lecito.
Grazie governo, grazie Vicari, grazie Gutgeld del bel regalo di natale che ci avete fatto, grazie al nuovo che avanza: Renzi, perchè il gutgeld è fra quelli che sta stilando il programma economico di Renzi. Venditori di fumo.
COMUNICATO UFFICIALE DEL GOVERNO CONSIGLIO DEI MINISTRI DI OGGI
Attuazione di disposizioni in materia di assicurazione R.C. Auto
Le disposizioni approntate mirano, nel pieno rispetto e nel potenziamento della concorrenza tra imprese e della trasparenza del mercato, a conseguire un radicale abbattimento dei premi assicurativi e una ferma lotta alle frodi. Nessun pregiudizio per l’autonomia negoziale delle compagnie che, al contrario, è preservata ed ampliata per effetto di varie previsioni. Tali compagnie, però, incorreranno in una serie di sanzioni pecuniarie ogni volta in cui violeranno i nuovi obblighi posti a tutela degli assicurati e, più in generale, del mercato. Tutti gli introiti derivanti dalle sanzioni confluiranno nel Fondo di garanzia per le vittime della strada.
Gli interventi A favore e a tutela degli assicurati mediante riduzione del premio assicurativo a fronte di:
installazione scatola nera: l’assicurazione ha la facoltà di proporre tale installazione all’assicurato, in sede di stipula del contratto. Se acconsente, l’assicurato fruisce di uno sconto di almeno il 7 per cento;
risarcimento del danno in forma specifica: l’impresa ogni anno stabilisce se avvalersi della facoltà di risarcire in forma specifica i danni nei confronti dei propri assicurati e dei terzi. In questo caso si avvale di società di riparazione convenzionate; l’assicurato può comunque chiedere che la riparazione sia effettuata da un autoriparatore di propria fiducia il quale, previa presentazione di fattura, riceverà direttamente dall’assicurazione la somma dovuta. La compagnia che intende avvalersi di tale facoltà deve comunicarlo all’IVASS (Istituto per la Vigilanza sulle Assicurazioni) entro il 20 dicembre di ogni anno (per il 2014 entro il 30 gennaio). Se intende invece risarcire il danno per equivalente, deve darne informativa all’assicurato all’atto della stipulazione del contratto. Il risarcimento in forma specifica dà diritto alla riduzione del premio in misura almeno pari al 5 per cento. In alcune aree ove le frodi assicurative sono più frequenti, aree individuate dal Ministro dello Sviluppo economico sulla base di tre criteri fissati dal decreto (numero sinistri denunciati, ammontare dei rimborsi, numero frodi accertati da autorità giudiziaria), la riduzione non è inferiore al 10 per cento;
non cedibilità del diritto al risarcimento del danno: tale divieto scaturisce dall’esigenza di impedire accordi “fraudolenti” tra cedente (danneggiato) e cessionario (es. carrozziere) e consistenti nella cessione (es: al carrozziere) di un credito (il diritto al risarcimento del danno) la cui entità aumenta “artificiosamente” in sede di fatturazione dei lavori. Con tale intervento normativo il credito sarà cedibile solo con l’assenso della compagnia. Se la compagnia non acconsente alla cessione, però, l’assicurato ha diritto alla riduzione del premio in misura non inferiore al 4 per cento;
riduzione del premio nei casi in cui l’assicurato accetti la clausola contrattuale – che le assicurazioni devono obbligatoriamente proporre – in virtù della quale le prestazioni di servizi medico – sanitari a seguito del sinistro devono essere effettuate da professionisti retribuiti direttamente dalle imprese ed elencati sul sito di queste ultime. In tal caso, la riduzione del premio non può essere di misura inferiore al 7 per cento. Per tutti i casi previsti e per ognuno di essi, le imprese che non applicano la riduzione del premio incorrono in una sanzione pecuniaria, applicata dall’IVASS, che varia da un minimo di 5.000 a un massimo di 40.000 euro; inoltre, all’assicurato spetterà di diritto la riduzione del premio.
Il pacchetto di norme prevede poi obblighi d’informazione e trasparenza (che si sostanziano anzitutto in pubblicazioni sul sito internet dell’impresa, in comunicazioni all’IVASS e al Ministero dello sviluppo economico o in comunicazioni da rendere all’assicurato in sede di stipula del contratto) la cui violazione è sanzionata pecuniariamente (da 1.000 a 10.000 euro). Le informazioni che la compagnia è tenuta ad effettuare riguardano, a seconda dei casi:
l’entità della riduzione effettuata del premio;
l’obbligo di comunicare al contraente l’intenzione di non avvalersi delle facoltà previste dalla legge (installazione della scatola nera, risarcimenti in forma specifica, divieto di cessione del diritto al risarcimento): ciò perché sia data la possibilità all’assicurato di rivolgersi ad altra compagnia se è sua intenzione stipulare un contratto che prevede l’inserimento della clausola contrattuale. Tale obbligo è profondamente innovativo in termini di trasparenza e di agevolazione della mobilità tra assicurazioni.
Per quanto riguarda la lotta alle frodi a danno delle assicurazioni, per rendere più efficace la prevenzione e il contrasto di comportamenti fraudolenti, assumono particolare rilevanza le disposizioni introdotte in materia testimoniale in caso di sinistri. Viene sancito il principio in base al quale, fatte salve le risultanze contenute in verbali delle autorità di polizia intervenute nel luogo dell’incidente, l’identificazione dei testimoni deve risultare dalla denuncia di sinistro o dalla richiesta di risarcimento dei danni. L’identificazione avvenuta in un momento successivo comporta l’inammissibilità della prova testimoniale addotta. Inoltre in corso di giudizio, il giudice, ove riscontri la presenza di testimoni che negli ultimi tre anni siano stati testimoni in almeno tre cause nel settore di infortunistica stradale, trasmette l’informativa alla Procura della Repubblica competente. Ciò per consentire ulteriori accertamenti e, in particolare, per verificare l’attendibilità del testimone e per assumere eventuali misure coercitive. Sono previsti poteri di controllo e monitoraggio dell’IVASS sull’osservanza di tutte le prescrizioni, su cui l’Istituto relazionerà in Parlamento. Le disposizioni approvate dal Governo introducono poi un termine di decadenza per le proposte di risarcimento. Vengono inoltre previsti termini più lunghi nell’ambito del procedimento di risarcimento; in particolare, è innalzata da 5 a 10 giorni la disponibilità dell’impresa di assicurazione ad ispezionare le cose danneggiate oggetto di richiesta di risarcimento. Infine la particolare procedura (sospensione dei termini per concludere il procedimento, presentazione di querela contro il danneggiato) prevista nel caso siano stati accertati l’esistenza di significativi parametri per temere fenomeni fraudolenti è estesa anche in presenza di altri indicatori di frode, quali ad esempio le indicazioni emerse dai dispositivi elettronici installati negli autoveicoli (scatola nera
Che bel governo pensa solo alle banche e alle assicurazioni e fanno finta di non vedere i piccoli artigiani che sono scremati.
Eravamo una grande flotta di contribuenti per lo stato cosi un po alla volta diventiamo sempre di piu di cassi integrati e lo stato deve trovare soldi per pagare grazie cervelloni.
Salve,io ho investito nalla mia azienda 100.000,00€ per avere un posto di lavoro visto che non se ne trovavo nella bassa Calabria di preciso in una realtà chiamata CROTONESE,e li ho investito in merito alle leggi in materia che vigevano nel 2007 ed in qualche modo mi hanno dato la possibilità di fare fronte alle spese necessarie per vivere.Adesso che io mi trovo con un MUTUO sulle spalle avviato dal 2007 sempre in merito a quelle famose legge, apparte tutte le spese di rutin dell’azienda e quelle della famiglia,IN QUESTO MOMENTO CHE LE REGOLE DI GIOCO CAMBIANO ,e lo fanno durante la partita per mio conto e ciò non sarebbe possibile,CHI MI PAGHEREA’ IL MUTUO DAL GIORNO IN CUI DIVENTANO ESECUTIVI QUESTE LEGGE?CHI MI PAGHERA’ LE SPESE AZIENDALI E QUELLE FAMILIARI POICHE’ QUESTE LEGGE CI FARANNO CHIUDERE.QUALCUNO MI PUO’ DIRE SE POSSIAMO CHIEDERE QUALCHE FORMA DI RISARCIMENTO AL GOVERNO!IO non chiedo troppo solo che mi vengano pareggiati i debbiti che mi sono accollato per avviare l’azienda,e che mi venga riconosciuta un indennizzo anche in forma di disoccupazione poiché dovendo comunque vivere con la famiglia abbiamo bisogno di pagare bollette e spese di necessità primarie.Troppo comodo per il governo fare chiudere le aziende artigiane tanto non godono di privileggi come i semplici dipendenti con ferie pagate,licenziamento,disoccupazione ecc.E da dire che noi artigiani allo stato Italiano abbiamo fatto sempre da fondo cassa senza avere nulla in cambio e questo è il BEN SERVITO.
Buongiorno a tutti,
Diamo il benvenuto anche a questo nuovo decreto legge strutturato oserei dire “all italiana”, ovvero studiato da commissioni inesperte e commissionate ad hoc per gratificare le logiche finanziarie delle compagnie assicurative che ad altro non badano se non a incamerare utili miliardari, prendendo in giro i cittadini.
Ma entriamo nel merito della vicenda:le compagnie bramano sempre più denaro e come ottennerlo? Semplice: da ora in poi le carrozzerie devono convenzionar si con le compagnie o in caso contrario, saranno risarcite con le tariffe imposte ai convenzionati. Come fanno a rendere credibile che ciò sia utile? Applicheranno un mega sconto del 5% sui premi!!veramente geniali.
I cittadini, grazie a questo grande sconto, non potranno più rivolgersi liberamente dal proprio carroziere per le riparazioni, ma dovranno accettare supinamente le riparazioni imposte presso le carrozzerie convenzionate che inizieranno a riempire di stucchi le nostre povere auto per non sostituire i pezzi rotti, dovendo rientrare in un ottica di costi da contenere. I cittadini dovranno accettare ogni prevaricazione della compagnia e resteranno appiedati iniziando a pregare che la carrozzeria convenzionata ripari frettolosamente la vettura, a discapito della qualità’ e della cortesia che hanno sempre contraddistinto gli artigiani d’ Italia.
Ma la compagnia e’ potente e, in barba ai principi codicistici e pronunce recenti della corte di cassazione, con il decreto legge vuole vietare la cessione del credito: e si, perché’ comprimendo la libertà’ del singolo di contrarre con qualsiasi carroziere, si completa il disegno di legge criminoso. Risultato: non interessa ai governanti che le migliaia di carrozzerie esistenti chiuderanno e le famiglie cadranno nella povertà’ , e’ importante e necessario però’ che le compagnie, rappresentate dai rispettivi onorevoli al governo, traggano sempre più profitto.
Carissimi cittadini,
Noi avvocati abbiamo iniziato la battaglia già’ diversi anni or sono per tutelare i vostri dirittie, adesso, ancora più di prima che il gioco si fa duro, continuiamo con perseveranza a fare in modo che certe logiche di mercato non vadano a ledere quei diritto costituzionalmente tutelati.
A presto con gli aggiornamenti.
Sono un avvocato di Torino.
Concordo con Antonio se ci tolgono il cibo dal piatto devono accollarsi i debiti fatti per mantenere in piedi le nostre aziende hanno rotto i c…….
Ho letto l’articolo in questione e la vedo una bella invezione,creata ad hoc,per monitorare e controllare le persone e non i sinistri..senza ledere i diritti sulla privacy!Inoltre,come mi è già capitato,le scatole nere tipo unibox,non rilevano nemmeno gli urti..ovvero non funzionano!!ma state certi che come gps,per gli spostamenti,km percorsi,velocità,consumi.. ecc…strumenti perfetti per presumere il reddito delle persone,funziona perfettamente!!meditate gente…
Carissimi,
la lotta deve essere acerrima e agguerrita più che in passato. Dal momento che i risarcimenti, nel caso in cui il ddl passasse senza rivisitazioni, saranno conformi a quelli delle carrozzerie convenzionate, suggerisco di trattenere quale acconto gli importi che le Assicurazioni elargiranno misericordiosamente, agendo poi in giudizio per la giusta integrazione.
La Cassazione ha ben definito quello che oramai è il corretto orientamento in tal senso, ossia l’INTEGRALE RISARCIMENTO DEL DANNO.
Siate pronti alla lotta e vinciamo questa vergogna, mettendocela tutta per evitare il peggio fin da ora.
Con sempre più rammarico mi vergogno di essere italiano, o meglio essere rappresentato da questi signori che si fanno chiamare politici, ma come sempre fanno i loro interessi a tavolino senza curarsi delle persone che lavorano e che ogni mattina pensano come sbarcare il lunario e ovviamente questo non basta bisogna anche pensare di difendersi oltre che dai comuni problemi giornalieri anche dalle inventive politiche. Ho appreso da cna/confartigianato, che il gg.29/01/2014 è indetto una manifestazione a Roma, non sarebbe il caso di abbattere ogni colore di associazione e unirsi tutti insieme per combattere fortemente il problema? Sicuramente quando siamo in tanti si fa più rumore e forse si attira più ascolto, lo dico perché so perfettamente come molti di noi la pensano nei confronti di alcune associazioni, però in questo momento bisogna lottare insieme per raggiungere lo scopo.
Sergio.
carr dalla bologna ragazzi ieri sono andato alla riunione cna e’ uno scandalo vedere i convenzionati che addirittura vogliono insegnare a noi come gestire le aziende o quelli che dicono che se disdicono sono affossati dagli altri devo pero’ anche dire che il presidente cna ha consigliato ai convenzionati di disdire tutte le convenzioni e da oggi mandava le modalita’ a tutti i convenzionati e la cosa mi ha fatto piacere ora vediamo se ci aggiorna dell’evolversi della cosa.
Salve a tutti,cari colleghi dico di trovare un posto di incontro dove poter discutere come affrontare le questioni,e fare anche un pensiero collettivo nominando un legale(con le palle) che discuta anche di quanto ho accennato prima e cioè di un indennizzo per la beffa che lo stato ci sta tirando,dopo i nostri continui investimenti nelle nostre aziende,e lo sappiamo tutti che in questo settore in continuo cambiamento sia di materiale che di tecnologie,e noi siamo sempre la a rinnovare gli investimenti ed ore ci troveremo con investimenti(DEBITI) in corso ma con la differenza che con le regole precedente le quale siamo andati incontro a questi debiti riuscivamo a pagare i nostri fornitorei e dicamo anche a vivere senza avere bisogno di nessuno e senza costruire castelli ma andava anche bene,dal momento in cui il governo per gratitudine nei confronti delle/o di qualche compagnia di assicurazioni partoriscono regole che alla maggiorparte di noi piccoli artigiani ci tagliano le gambe e ci mandano a fare la fila all’EQUITALIA ED ALLA CARITAS,se permettete non credo di avere colpe per subire quest’abuso dei GRANDI POTERI e quindi dico se siamo in tanti a chiedere al governo un congruo mantenimento dal momento in cui il lavoro per noi diventerà un miraggio,ed un RASETTAMENTO DEI DEBBITI IN CORSO visto che con questa manovra non ci permette di poter pagare.pensateci bene
# Severina
# Tutti
Il silenzio non era assordante, ma giustificato.
Siamo a Roma a parlare con alcuni parlamentari.
Il testo definitivo non è ancora stato pubblicato e quello scritto sopra è la bozza in entrata al consiglio dei ministri.
Per le strategie da adottare attendiamo prima il testo, ma le idee le abbiamo ben chiare.
Ovviamente siamo felici di vedere tanta gente scrivere sul blog, soprattutto ringraziamo i colleghi propositivi.
Ringrazio anche i ritardatari, che solo in questi giorni si sono fatti coraggio e si sono iscritti a Federcarrozzieri.
Continuate a scrivere e a seguirci.
Il nostro silenzio è il rifugio di chi dà valore ai fatti, e non solo alle parole.
Come anticipato nel primo post,
l’imbecille si è espresso (chiaramente a favore dei suoi ex padroni)
complimenti……a Lui
complimenti ………a chi ancora lo ascolta …….
Un grazie a tutti quelli che si stanno impegnando per opporsi a quello che io e molti di noi ritengono un vero e proprio abuso-soppruso da parte di queste compagnie d’assicurazione ormai 4 che controllano il mercato assicurativo per il 90%,alla faccia della libera concorenza questa non è neanche un monopolio,
ma una vera e propria dittatura dei gruppi assicurativi che ormai riescono a fare approvare intere leggi a loro favore, senza che nessun organo di stampa o televisione dica qualcosa loro
asserviti ai potenti di turno.
E i “nostri” rappresentanti di categoria (ormai loro rappresentano e difendono gli interessi dell’assicurazioni)
c.n.a. confartigianato varie altre sigle che dovrebbero rappresentare la picccola e media impresa e invece sono troppo impegnati a spartirsi varie cariche nominati dai grandi gruppi assicurativi ma non sarebbe il caso di mandarli tutti a
casa oppure,semplicemente a lavorare per loro
e pagati dai vari gruppi assicurativi.
Visto che ormai fanno completamente gli affari”loro”.
E poi aggiungo un’ultima cosa ma come si fa nominare un alto dirigente dell’unipol all’isvas, e come mettere a guardia del gregge il LUPO.
Incredibile vero eppure tutto questo sta accadendo nel più assoluto silenzio senza che nessun organo di vigiliza dica niente. MA DOVE SONO?
con letta siamo arrivati al punto di dire che questa è DITTATURA .GRAZIE POVERA ITALIA//////////////////////////////////////////////////
SONO ARRIVATO AL PUNTO DI ANDARE VIA DAL MIO PAESE CHE AMAVO SEMPRE GRAZIE AI POLITICI DI ….. PER NON DIRE ALTRO. è FINITA