Pubblichiamo volentieri la lettera aperta, scritta da un’artigiano carrozziere, al Presidente Nazionale Servizi alla Comunità Franco Mingozzi in risposta al suo articolo pubblicato su CAR CARROZZERIA.
S. Giorgio Di Piano (BO) 25-6-2014
Mi chiamo Gianni Tassinari e sono un inconsistente: protestatario e testimone, figlio di inconsistente. Mio padre ha fatto il carrozziere per tutta la sua vita, calibrandosi con gli inconsistenti: cioè con gli ultimi. Per questo, durante la mia esistenza, ho dovuto cambiare abitazione 6 volte e sede della carrozzeria 5 volte. Gli inconsistenti come noi quando abbelliscono gli immobili migliorandoli, ne ricevono in cambio lo sfratto, ed è morto senza possedere una abitazione né altre sostanze, da vero inconsistente ma guardando negli occhi sereno la Morte. Ma cosa sanno fare gli inconsistenti? Dire la verità, senza timore di perdere tutta quell’inconsistenza economica che possiedono.
Questo ha fatto mio padre, anche prendendole dai fascisti, questo faccio io: dire la verità. Anche se non sono più botte nel corpo: bensì nella mente. Conosco personalmente Franco Mingozzi e lo considero onesto, ma il suo punto di vista storico è oscurato volutamente dai Caporali e limitato ad eventi recenti a chiusure di stalle quando i buoi sono scappati. Le parole che gli hanno scritto, non appartengono ad una conoscenza della materia, ad una “formazione storica”: che non c’è stata, o ad un progetto rivendicazionale purtroppo inesistente. Sono la velenosa precisazione di un presuntuoso: “Bimbo, lasciami lavorare!” E “cosa nostra iè”. Che non è di Franco, non appartiene all’imprenditore Mingozzi che conosco, questa posizione. L’hanno ingannato. Sono parole che sono più attribuibili a chi teme di perdere un ghiotto stipendio, e non è il suo caso.
Caro Franco, basta così, fermiamoci, non stiamo facendo il bene della categoria alzando i toni della incomprensione e invito tutti alla moderazione, perché non ha alcun senso dimostrare chi è più bravo a nuotare mentre la nave sta affondando.
E’ necessario a questo proposito rifarsi alle parole di una persona che ha trovato, nell’insediarsi, una situazione molto più ingarbugliata della nostra, Sua Santità Papa Francesco.
Le sue osservazioni sul mondo del lavoro e principalmente sulla trasmissibilità dell’esperienza, commentate nel suo editoriale, dal Presidente Eugenio Scalfari su La Repubblica del 22.06.2014 pongono serie riflessioni.
Sua Santità affermò: “I vecchi hanno memoria di quanto è accaduto durante la loro vita, ed esperienza di quanto hanno personalmente vissuto. Quella memoria e quella esperienza, debbono essere trasmesse alle generazioni venute dopo di loro. Se quella trasmissione non avviene, i giovani non saranno creativi. Ci sarà qualche genio che ne potrà fare a meno, ma questo non basta a far proseguire la storia di un Paese e del mondo.”
E poi Scalfari continua l’articolo, commendando di suo: ”Non è un programma politico, ma un esempio prezioso; non predica l’immobilità della storia, al contrario ne indica la mobilità essenziale affinchè la storia si svolga creando nuove situazioni, che però non possono essere inventate da marziani sbarcati da altri mondi nel nostro. I vecchi debbono raccontare, i giovani debbono aggiornare e perfino rivoluzionare se fosse necessario, ma partendo dal racconto del passato, senza il quale non c’è vista lunga e si rimane schiacciati sul presente del giorno per giorno.”
Io aggiungo di mio, che fu proprio per questo che l’economia delle nazioni subì un vero e proprio sconquasso, quando gli Stati Uniti decisero di abolire la parità aurea del dollaro. Per i carrozzieri lo stesso disastro, venne provocato dall’accordo siglato da Caporali ex anticapitalisti infiltrati nella C.N.A., con l’Ania, senza alcun controllo vero (anche da parte dei partiti che dominavano e dominano, millantando una moralità ereditaria la CNA), con costi elettorali paurosi dal passaparola. E così l’Ania, sta vincendo.
Questa 0rganizzazione delle Compagnie D’Assicurazione, nella quale l’Unipol adesso primeggia, sta trascinando il codazzo di Compagnie, (non più dubbiose su una sua potenziale “sinistrosità” a favore delle classi più inconsistenti). Compagnie alle quali ha fatto e fa da cavallo di Troia, col Cestar prima, e poi imponendo sia quelle fasce tariffarie (disgreganti la solidarietà imprenditoriale artigiana), poi con “i fiduciari”, il “presto e bene” fornendo i ricambi, ed anche l’Hub: esempio estensibile a tutta la nazione.
In sostanza la parità tra i costi d’impresa (con la conseguente possibilità di un lecito profitto degli operatori) e la tariffa di prestazione venne abolita per far posto ad una contrattazione frammentata, imposta da CNA e Ania, contrattualmente, basata sulla contrapposizione tra artigiani: tariffa contrattata coi periti. A questo proposito: noi opportunamente spartiti in fasce tariffarie per scardinare la solidarietà contrattuale precedente, siamo rimasti privi di qualsiasi assistenza generale C.N.A. sulle indispensabili rivendicazioni, da molte aziende associate richieste. Questo è comprovato da raccomandate, ordini del giorno di assemblee autoconvocate in tutta la Nazione per anni e anni, petizioni, videoregistrazioni: vedere nel sito internet cerstar.it “La profezia” ed anche le dimissioni da Presidente Nazionale del mio maestro, Tempesti Raffaello.
Sono ormai trent’anni che denunciamo questa “omissione di atti d’ufficio”, con ogni tipo di pressione e le medaglie che la Cna vuole appuntarsi sul petto provengono da atti spesso provocati in ritardo e da costrizioni della base associata, attivate proprio dai gruppi di pressione così duramente criticati.
Questi gruppi, segnatamente la Federcarrozzieri, non hanno mai (fino ad oggi) chiesto sostegno economico negandolo o rifiutandolo alle organizzazioni ufficiali. Prova ne sia che anch’io, seppur loro simpatizzante, pago la mia tessera associativa C.N.A. (badate bene, associativa, non sindacale e ci tornerò su questo).
Questi pseudo-ribelli che appoggio, vogliono far emergere la verità sul futuro che ci stanno preparando i Caporali, un futuro talmente duro e gramo da venire rifiutato nella mente, dalla stragrande maggioranza degli imprenditori, giudicandolo incredibile: data la gravità delle sue conseguenze nella nostra esistenza.
Il livido commento, fatto firmare al neo Presidente degli autoriparatori C.N.A. sull’operato di chi considera di vitale importanza reagire agli assalti di una strategia a lungo termine che, come si è visto nelle nazioni confinanti, mira all’utilizzo futuro degli immigrati (per la nostra sottomissione), compensandoli nel sociale con ciò che si credeva nostro (ospedali, asili, scuole e pre-scuole, case per lavoratori, acqua e servizi: disputabili a noi). Mia sorella, figlia di artigiano, moglie di artigiano (conta niente) è stata nove ore su un pericoloso e scomodo lettino nel pronto soccorso dell’ospedale, in attesa di un letto e questo la dice lunga!
Chi di noi non ha avuto il piacevole assalto critico sui nostri lavori, spesso “interessato” da parte di meccanici invidiosi dei nostri “miracoli”? Quindi per noi, una scelta ad hoc: un “meccanico” Presidente “nominato”, (non eletto in base a seri progetti enunciati), non formato sulla materia, e se presta orecchio solo ai caporali. E ci è andata bene, perché potevamo trovarci un presidente lavasecco o sguattero (si, quelli che lavorano a euro 3,50 l’ora). E’ così che da onorati metalmeccanici, siamo passati con loro a “servizi alla comunità”. Pochi sono a conoscenza che in caso di cambiamento formale d’impresa, questa variazione di destinazione d’uso dei locali potrà costarci da 60 a 130 euro al mq. Più le pratiche: indovinate chi si sta sfregando le mani. Ricordate “piombo-rumore-amianto?
Vedete, le parole di fuoco dell’articolo attribuito al neo-Presidente nazionale, obbediscono ad un criterio preciso: l’attualità. Cioè la valutazione dello stato attuale, di un servizio all’auto (non alla persona) lasciato ad un anarchico sbando, senza una guida illuminata e a quanto richiesto sulla stampa senza diritto di protesta, ma soprattutto senza tener conto del passato, di chi ci ha lasciato arrivare allo stato attuale.
Senza tenere in alcun conto il passato: molto comodo! La storia degli Autoriparatori e dei rapporti tra questi e le Compagnie D’Assicurazione, è relativamente recente. Per capirla però deve essere rapportata ad un’altra storia, quella dei rapporti umani e principalmente tra gli Uomini e i Caporali (come li definiva Totò).
Sia lo storico che il testimone non possono allontanarsi dalle commistioni di interessi ad alto livello, se ricercano obbiettivamente un giudizio super partes sulle responsabilità vere, degli accadimenti che ci hanno portato alle attuali minacce alla autonomia imprenditoriale artigiana. E non mi pare che una società ad orientamento democratico repubblicano, possa permettersi di cedere su principi fondamentali come quello che è sotto schiaffo per gli Autoriparatori: l’indipendenza da un “debitore” che vuole interferire sulla qualità-costo del suo debito.
Altrimenti anche gli altri artigiani citati nell’articolo, beneficiati da un minore esproprio di risorse dalla benemerita Compagnia di casa, (è poi da vedere chi si cucca i vantaggi, ricordare l’insediamento Roveri) come potrebbero sentirsi tutelati e al sicuro da un vezzo che, come dicevano i nonni proteggendo l’orto: “quando c’è un buco nella siepe, tutti ci vogliono passare”. Attribuibile anche ad una “vergine”, la C.N.A. “leggermente” incinta. Le regole del gioco, i valori, sono difesi dagli Uomini, sono costati lacrime sudore e non di rado sangue.
I veri uomini le rispettano, cercano di migliorarle, mentre i Caporali cercano costantemente di aggirarle per il loro tornaconto. La “forza” degli uomini nei confronti dei Caporali, (interni ed esterni) consiste in questo: fare massa comune. Restare uniti contro le tentazioni dei Caporali è il tentativo se non il progetto vero, di tutti gli autoconvocati che nel tempo hanno chiesto alle Organizzazioni di modificare atteggiamento, rendendolo più propositivo, e non certo di sostituirsi a loro, sta alle Organizzazioni medesime cogliere questa ricca messe di testimonianze e farne l’uso a loro consono.
Gianni Tassinari
Artigiano Carrozziere
Ce.r.st.ar Centro Ricerche e Studi sulle Autoriparazioni
Maaa! ho capito poco ammetto l’ignoranza ,negli U.S.A. CI SONO 16000 CARROZZERIE( fonte professione carrozziere di luglio )forse in ITALIA siamo troppi ? e piccoli? il futuro sara’ riservato a grandi centri multifunzionali ? Forse i nostri politici o dirigenti ci vogliono portare a questo ? non lo so ma sono stanco di leggere solo lamentele. Provo a crescere .
sono un’associato cna, qualcuno mi faccia conoscere l’articolo di Franco Mingozzi, richiamato dal collega Tassinari nella lettera aperta, forse i primi si sono guardati bene da farlo conoscere a chi più dovevano…..grazie
#alessandro
l’articolo citato è questo: http://www.carrozzeria.it/News-Carrozzeria/Attualita/RC-Auto–Il-punto-di-vista-di-CNA-AUTORIPARAZIONE_20140618.aspx
come puo CNA difendere i carrozzieri quando CNA e parte di UNIPOL FON SAI E VICEVERSA GRANDE TASINARI MA PICCOLI I CARROZZIERI CHE SI RINCHIUDONO NELLE LORO BOTTEGHE E NN COMUNICANO TRA DI LORO E POI SI SVENDONO ALLE COMPAGNIE PER UN PUGNO DI RISO AMARO POI CI SAREBBE TANTO ALTRO DA DIRE MA LASCIO LA PAROLA A FEDERCARROZZIERI E ALTRI COME TASSINARI PIU BRAVI DI ME GRAZIE A TUTTI
Gentilissimo, signor Tassinari, non so se questa lettera è stata scritta da lei a me sembra scritta da un politico,comunque e una bella lettera complimenti Karmin
Io su un altra pagina avevo scritto questo, riguardo alle confederazioni:
Siamo una carrozzeria Indipendente tesserata con (nome associazione). Da oggi in poi chiediamo di non difendere più i nostri diritti, visto che fate soltanto finta di farlo. I nostri diritti da riparatore li metto in mano alla Federcarrozieri che, oltre che a difenderci realmente, in 2 anni sono arrivati dove voi non vi sognate neanche. La differenza? Voi fate i patti con chi vuole eliminarci, difendete, scusate l’errore, fate finta di difendere i nostri diritti soltanto per non perdere le tessere, mentre la Federcarrozzieri è arrivata a presentare un DL in Parlamento, per tutelare noi riparatori, chi viaggia sulle auto ma soprattutto le persone che sono state vittime della strada. Quindi, non preoccupatevi a difendere le vostre tessere, continuate a dormire tranquilli. Non le togliamo, tanto abbiamo chi fa il vostro lavoro!!!
Scusate, da mandare tramite fax o lettera. Perchè se si hanno delle richieste, non crearla una lettera da mettere a disposizione di tutti scaricandola?
Ciao Gianni
ogni volta che leggo una tua lettera , penso di essere fortunato nel conoscere personalmente
un uomo speciale e di “spessore” culturale ed umano come te.
Secondo me hai colto in pieno ed analizzato in maniera esemplare i fatti.
Già, alla fine delll’incontro di Bologna (quello dell’ 11/01/2014) , per essere più precisi quello dove è nata
“La Carta di Bologna” ho incontrato casualmente il signor Franco nel parcheggio e scambiandoci due parole , concordavamo sul fatto che non dovevano esistere “bandiere” ma solo una lotta comune in difesa dell’artigiano e di conseguenza di tutto quello che gira intorno questo mondo (vittime della strada, consumatori, professionisti vari ect ect).
Ahi ,ahi, ahi gli articoli , le dichiarazioni e i fatti successivi a quel giorno dimostrano il contrario di quello che l’uomo artigiano , quel giorno mi disse ragionando con il cuore ed il cervello.
Già oggi ci sono i “Caporali ” che………………….inutile parlare hai già detto tutto tu.
Ciao Gianni.
Sono un ex carroziere ho chiuso la mia attività a fine maggio , sono orgoglioso che in43 anni di attività non ho , calato le braghe alle compagnie assicurative , perche per me è meglio fare un buon lavoro al proprio cliente che arricchire le LOBBI ASSICURATIVE in questi ultimi quattro cinque anni ho seguito un po di eventi, in varie parti d’ ITALIA “notare che ancora la parola italia l’ho scritta in maiuscolo, e mi rammarico che mio figli di trentasette anni dopo aver visto un estratto conto degli F24 CHE PAGAVOha ritenuto opportuno, cinque anni fà di fare l’emigrante prima per due anni in australia, facendo il carrozziere (e non per vantarmi, ma la nostra manualità all’estero è APPREZZATA ) e poi è entrato a far oarte di una compagnia americana, la carnival. Si la carnival ,non è una compagnia assicurativa ma una marittima navi da crocera . vi ho raccontato tutto questo perche i nostri giovani vedendo lo sfacelo di come è stato e stanno portando le nostre attività nel vortice del baratro, non se la sentono di ricostruire , ricostruire è come iniziare la giornata lavorativa e non vedere mai un futuro migliore.O ra ho lasciato la mia attività a mio genero gli auguro on mondo di bene, ma i miei dubbi rimangono.
I PROVERBI NON SBAGLIANO MAI, il pesce puzza sempre dalla testa. Meditate politici,meditate…….
Grande Gianni ti o conosciuto tanti anni fa quando siamo stati invitati da lei insieme al collega Tempesti nella sua azienda che sinceramente mi domandavo se era una autocarrozzeria o un museo della riparazione dove ci offri un delizioso pranzo dove lei era un amante di musica classica ci fece ascoltare buona musica . Pultroppo mi ricordo quello che accadeva allora accade anche oggi la differenza e che oggi viviamo in un mondo senza scrupoli e senza rispetto degli altri mi ricordo quando in quel pomeriggio fu fatto fuori il collega che a citato lei noi eravamo li a sostenerlo pero’ eravamo veramente in pochi colleghi circa una diecina gli altri lo applaudivano alle assemble poi si dimenticavano presto di lui , ancora oggi accade cosi dobbiamo confrontarsi con colleghi che si manifestano per la difesa della indipendenza poi vediamo che circa il65% si offrono alle convenzioni , poi dobbiamo fare chiarezza sulla posizione di essere o non essere associati dobbiamo contarci e avere idee chiare di quello che vogliamo.
Vi dico solo che la tessera artigiani non la si piglia più! Ci si tutela da noi che è decisamente meglio.. E sti quattro imbecilli convenzionati, dico solo…prendete stima di voi stessi, tirate fuori l’orgoglio che avete perso da tempo, e tirate fuori le palle che è ora… Saluti a tutti.
Giancarlo, non sapevo che avevi chiuso…..
Caro Gianni,
grazie per al tua approfondita analisi.
Ritengo comunque che tu sia stato forse un po troppo tenero.
Mi sembra impossibile che oggi le confederazioni continuino a non voler ascoltare la voce della base dei propri associati (Quasi la totalità degli aderenti a Federcarrozzieri è iscritta ad una delle sigle confederali).
Mi domando: questo comportamento è ottusità, presunzione o malafede?
Invito tutti quelli che parlano di restituzione delle tessere alle confederazioni a non farlo ed a chi non l’ha ancora fatto ad iscriversi al più presto, in tal modo potremo in qualità di iscritti far pervenire la nostra protesta ai presidenti nazionali delle confederazioni.
BASTA PORGERE IL FIANCO AD ANIA!
CHI RIPARA LE AUTO SIAMO NOI E DI CONSEGUENZA GLI UNICI VERI DEPOSITARI DI TEMPI E TARIFFE!!!
CHIEDO A TUTTA LA CATEGORIA DI NON ABBASSARE LA GUARDIA!
IL PERICOLO E’ DIETRO L’ANGOLO!!!
Ivano Vernazzano
Se chi ci deve tutelare non è in grado ,va diffidato ,e se dobbiamo ancora ringraziarli per averci rovinati beh…no grazie.. non ci stiamo.. Non si fanno patti con chi poi ci vuole eliminare. Non hanno ancora capito che con le assicurazioni non esiste più dialogo ,a meno che, fare il loro gioco mortificante, che null’altro può, che portarci alla rovina.. Siamo orgogliosi e facciamoci rispettare che è ora..
…per tanto tempo ho ritenuto valido un antico modo di dire “pagare soldi vedere cammello”… con riferimento al nostro contesto penso sia utile capovolgerlo “VEDERE CAMMELLO DARE SOLDI” quindi continuo con il “voto del portafoglio”, se vedo risultati rinnovo
, non mi accontenterò delle solite dichiarazioni o chiarimenti sui media…
Bhè, vi accorgerete che a novembre faranno sicuramente qualcosa x sbandierare la loro bandiera visiva. Purtroppo l’italiano ha la memoria corta, molto corta. Quindi con un mese si riprenderanno 10 mesi di assenza…. Se non erro, l’italiano si è venduto alle europee x 80 euro no? Ecco chi siamo…
Mi sono concesso 10 minuti di pausa per leggere la lettera di Tassinari che alla fine non è altro che un accumulo enorme di metafore e non dice niente .
Molti commenti ma poche verità, è dal lontano 1962 che ho cominciato come apprendista carrozziere e sono tuttora in pista ,tempo addietro ero orgoglioso del lavoro che faccio ora posso dire che mi vergogno
perche ne sento di tutti i colori, false denunce cid truccati e non voglio dire altro per il semplice fatto che è vergognoso molti dovrebbero guardarsi allo specchio e fare un esame di coscenza.
saluti
Giusto…Bisognerebbe denunciarle queste cose, e sti truffatori levarli definitivamente di mezzo. D’altronde, sono quelli che sputtanano la nostra categoria, e a pagare le conseguenze siamo noi tutti.. Più rigore e serietà ci vuole, a partire da noi, se vogliamo essere rispettati.. Non permettiamo che colleghi e clienti disonesti ci rovinino l’esistenza.. Saluti.
Caro Tassinari ho dimenticato una cosa se tu sapessi veramente il significato della parola inconsistente
sicuramente non ne faresti un uso nauseante ( un consiglio spassionato ripassati l’Italiano)
Inconsistente
inconsistènte agg. [comp. di in-2 e consistente]. –
1.
a. Privo di consistenza: materia, sostanza i.; ombre i., senza corpo. Più spesso in senso fig., privo di solidità e fondamento, che non regge alla prova o alla confutazione: accusa, ragionamento i.; discorsi vani e i.; notizie i., vaghe o non rispondenti alla realtà; scritto, articolo i., poverissimo di concetti, vuoto.
b. In matematica e, in genere, nel linguaggio scient., che non regge al ragionamento e alla prova sperimentale (affermazione i., teorema i., ecc.), e anche (per influenza dell’ingl. inconsistent), contraddittorio: sistema di postulati inconsistente.
2. Non com., di persona, che non ha saldezza di carattere.
LEGGENDO IL SIGNIFICATO DATO DA UN ” NOTO” VOCABOLARIO, PENSO IL TERMINE INCONSISTENTE VENGA ADOPERATO IN MANIERA CONSONA ; MA POI, GLI SI PUO’ CONCEDERE ANCHE L’USO DI LICENZA POETICA
TANTO IL SIGNIFICATO ED IL CONTENUTO NON CAMBIA (per chi lo vuol capire).
Buongiorno a tutti e ciao Gianni, come sempre sollevi grandi riflessioni e discussioni con i tuoi scritti pieni di realtà vera, anche se alcuni argomenti sembrano datati purtroppo sono i più attuali.
Per quello che dici e per quello che hai fatto sono orgoglioso di averti conosciuto e felice di aver collaborato con te per inseguire insieme a tanti altri colleghi per un lungo periodo di anni la possibilità di poter cambiare in meglio il settore dell’ autoriparazione, forse ora potrebbe riuscire al sig. David Galli, ma!!!!! vedremo.
Alcuni risultati per adesso ci sono e l’impegno a migliorarli anche, però dipenderà,come sempre, dai carrozzieri sostenerli e non farsi abbindolare dalle compagnie di assicurazioni, le quali stanno sicuramente continuando nel loro progetto di sottomissione della categoria usando in primis il comodo veicolo delle associazioni.
Comuque la rigiri il punto è sempre il carrozziere, e gli accordi e convenzioni -(le leggi sono un cosa diversa)- hanno successo se vengono sottoscritte o anche accettate passivamente loro stessi.
Buon lavoro a tutti.
Lorenzo Turrini
ps. non sò chi sia quello che si firma Mauro, ma deve averne fatte di belle per vergognarsi dopo 52 anni di lavoro.
Caro Mauro, tutto parte dall’invidia e dalla gelosia di un collega verso l’altro. Creare truffe, falsi cid, sono anni che è così. E’ così anche da parte di periti e agenti. Il vecchio sistema della democrazia cristiana, tutti mangiamo, tutti stiamo bene, perchè meglio un tozzo di pane ora che un pranzo domani. Questo è sempre stato il concetto dell’Italiano. Hai iniziato nel 62, quando ha iniziato mio padre. Io ho rilevato l’attività di mio padre nel 2005, ma lavoro dal’87. Sei datato nel lavoro, e prima di affermare certe cose, bisogna guardarsi dentro. Qualcuno disse “Chi è senza peccato scagli la prima pietra”… Non credo che tu possa tirare la pietra, come non credo dalle tue affermazioni che non sei un invidioso di Tassinari. Come facciamo a galleggiare con la barca, se si è ancora così distanti tra i remi?
Qualcuno fa il carrozziere perche gli è stata trasmessa la professionalità e l’attività di famiglia, altri per scelta con la volontà di migliorare la loro condizione economico-lavorativa hanno creato dal niente un’attivita, tutti ormai avrebbero dovuto capire che nessuno ha interesse a risolvere i loro problemi, proprio perchè si è scelto di essere lavoratori indipendenti l’unico modo di andare avanti e quello di lottare giorno per giorno da indipendenti, da soli.
Non è facile andare avanti per le attività più radicate nel territorio perche strutturate e quindi con grossi oneri, le piccole attività con meno oneri hanno però le stesse difficoltà perchè meno competitivi.
La soluzione, tutti dovrebbero farsi pagare i lavori al giusto prezzo facendo valere i loro diritti con i mezzi forniti dal nostro codice civile, il resto sono chiacchere utili soltanto ai politicanti
Sig. MAX lei è sicuramente concreto, deciso e sintetico, condivido la sua analisi eccetto quel “da soli”.
I soli in italia sono moltissimi, sono quelli che riescono -nel rispetto delle leggi e morme- a farsi rispettare.
Si, possiamo anche sentirsi soli fisicamente ma siamo ancora -anche se con difficoltà- garantiti dai codici civile e penale che ci tutelano, il vero nemico è l’ignoranza, e le conoscenze di base che dovremmo avere in materia le deleghiamo ad altri, vedi anche”politicanti”.
Buon lavoro a tutti.
Lorenzo Turrini
Caro Turrini ho letto un po in ritardo ciò che hai scritto devo precisare che io non mi vergogno per quello che
ho fatto ma mi vergogno per te e i tuoi degni compari uno credo che gli si addica di più fare l’avvocato che il corrozziere e altri meglio non dire ciò che penso, al mondo ormai non ce più spazio per l’onestà
Salute a tutti
Caro mauro, credo sia una grande complimento dire a un carrozziere che gli si addice dipiu’ fare l’avvocato.
Potessi ricevere io questo complimento.
meglio non dare seguito a certe discussioni e mi dissocio ad altri commenti da baraccone
#mauro
effettivamente “baraccone” è un tantino offensivo. ma noi non ci offendiamo.
Piuttosto, leggevo nel sito della tua carrozzeria:
Gestione sinistri
La carrozzeria offre il servizio recupero danni con assistenza legale presso la propria sede e dispone di due auto di cortesia per i clienti che necessitino di questo servizio.
ricarica condizionatori su tutte le vetture a 30,00 euro
E ancora
Siamo fiduciari delle seguenti compagnie assicurative:
UNIPOL-SAI,REALE MUTUA,ALLIANZ RAS,GENIALLOYD,SANPAOLO ASSICURA
CONCORDATARIA ANIA
RECUPERO DANNI
Seguendo i tuoi discorsi, mi chiedo, ma non dovreste occuparvi solo di fare i carrozzieri?
Evviva il …………Baraccone !!!!!!!
Evviva i carrozzieri……….avvocati !!!!!!!
Quello che si sta facendo e che si è fatto può piacere o non piacere.
Noi abbiamo avuto voglia e forza di farlo ,accompagnati nel viaggio da tanti amici e colleghi,
(che crescono quotidianamente ,anche se qualcuno ha detto “………pochi seguaci……”
le critiche non ci offendono,anzi,ci aiutano a crescere………………per il resto non c’è cura.
Ho letto con molto interesse. Sono un’ artigiana tessile e nel mio settore i rapporti umani sono inesistenti. Esistono solo invidia, rancori, cattiverie… cose che non si addicono alla figura dell’ artigiano che dovrebbe basare il proprio operato sulla collaborazione anzichè sulla competizione, sulla comprensione dell’ altro, sul lavoro delle mani e del cuore. Così non è e me ne rattristo.
Complimenti per l’ articolo che direi non pare proprio scritto da un inconsistente ma da una persona molto competente ed umanamente molto elvata. I miei saluti più cordiali.
Michela