Un secolo di storia alle spalle, ma lo sguardo rivolto alle trasformazioni che stanno interessando il mondo automotive. È questa l’immagine di Arexons che emerge dalla visita allo stabilimento di Cernusco sul Naviglio, dove l’azienda continua a sviluppare e produrre una parte importante della propria gamma destinata all’aftermarket.
Fondata nel 1925, Arexons ha costruito negli anni un portafoglio di circa 1.700 referenze e oggi conta 142 dipendenti. Lo stabilimento milanese, operativo nella stessa sede da 65 anni, rappresenta ancora un punto centrale della produzione: qui vengono realizzati circa 600 codici, tra cui prodotti Car Care, Svitol, Fulcron e Ferox.
Nel 2025, anno del centenario, è arrivato anche un cambiamento nella proprietà, con il passaggio dal gruppo Petronas al fondo tedesco QCP Quantum Capital Partners. Il management è rimasto invariato, mantenendo continuità nella gestione dell’azienda.
Una produzione fortemente automatizzata
Lo stabilimento si sviluppa su 30.000 metri quadrati e comprende cinque reparti produttivi, 18 impianti di fabbricazione e 22 linee di confezionamento. Nel corso del 2025 sono stati prodotti circa 20 milioni di pezzi, tra produzione interna e lavorazioni esterne.
Una parte significativa del processo avviene attraverso linee automatizzate. Particolarmente interessante è il reparto aerosol, dove ogni bombola viene sottoposta a una serie di controlli prima di arrivare al confezionamento: dal riempimento alla gasatura, fino alla verifica della tenuta in acqua calda.
Anche le linee dedicate ai prodotti liquidi utilizzano sistemi automatici per controllare peso, etichettatura e tracciabilità. La gestione della produzione si basa inoltre sull’OEE, un sistema che consente di registrare e analizzare i fermi delle linee per individuare le criticità ricorrenti.
Tra le evoluzioni più recenti c’è anche il passaggio, per alcuni prodotti, dal propellente GPL all’azoto. Una soluzione che, secondo Arexons, consente di aumentare la quantità di prodotto contenuta nella bombola e di ridurre l’impatto ambientale legato al propellente.
Ricerca e sviluppo: i test partono dall’auto reale
Una delle caratteristiche che maggiormente distinguono l’approccio di Arexons è il rapporto tra laboratorio e applicazione pratica.
Nel centro R&D di Cernusco vengono analizzate materie prime e formulazioni e vengono effettuati test su lubrificanti, corrosione, materiali e superfici. La strumentazione comprende, tra gli altri, gas cromatografo, HPLC, spettroscopia infrarossa, tribometro HFRR e camera a nebbia salina.
Ma non tutto si ferma alle prove di laboratorio. Quando possibile, i prodotti vengono testati direttamente su componenti automobilistici reali, come carrozzerie, cerchi, pneumatici e fanali, con l’obiettivo di avvicinare le condizioni di prova a quelle che si incontrano effettivamente durante l’utilizzo.
Ogni modifica significativa di una formulazione viene sottoposta a nuovi controlli e lo sviluppo di un prodotto può richiedere circa un anno prima dell’arrivo sul mercato.
Aftermarket e formazione, il problema della filiera
Per un’azienda che opera principalmente nell’aftermarket, uno dei temi più delicati rimane quello della trasmissione delle informazioni tecniche.
Il prodotto passa attraverso una filiera composta da agenti, distributori e ricambisti prima di arrivare all’autoriparatore. Una catena che consente di mantenere una presenza capillare sul territorio, ma che rende più complesso trasferire tutte le caratteristiche tecniche e le corrette modalità di utilizzo.
Per questo Arexons sta investendo anche in contenuti digitali, video tutorial e attività formative rivolte agli operatori. L’obiettivo è portare le informazioni il più vicino possibile a chi utilizza concretamente i prodotti.
La nuova Car Care PRO
In questa strategia si inserisce anche Car Care PRO, la nuova linea composta da 18 referenze pensate per la cura specialistica dell’auto.
La gamma copre cinque fasi, Pre Wash, Wash, Polishing, Finishing e Hardware, e comprende prodotti per il lavaggio, la lucidatura, la finitura, la decontaminazione e il trattamento di componenti specifici, come i gruppi ottici.
Il packaging nero e il sistema grafico comune rendono immediatamente riconoscibile la linea, pensata per il canale aftermarket e rivolta anche a chi vuole avvicinarsi a un livello più evoluto di cura dell’auto.
Un settore che sta cambiando
A incidere sulle strategie future non sono soltanto l’evoluzione tecnologica dell’auto e la trasformazione del parco circolante. Anche il modo in cui gli automobilisti cercano informazioni e scelgono i prodotti sta cambiando.
Arexons guarda in particolare alla crescita delle ricerche effettuate attraverso strumenti di intelligenza artificiale, oltre agli aggiornamenti normativi che nei prossimi anni continueranno a richiedere modifiche alle formulazioni e ai prodotti.
Dopo cento anni, quindi, il punto non sembra essere soltanto conservare una storia industriale importante, ma continuare a modificare processi, prodotti e modalità di comunicazione in funzione di un aftermarket che sta diventando sempre più tecnico e articolato.
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