Negli ultimi anni l’auto elettrica ha smesso di essere una presenza occasionale ed è entrata stabilmente anche nel lavoro quotidiano delle carrozzerie. Non è più un fenomeno limitato a determinate zone o a realtà particolari: oggi veicoli elettrici e ibridi arrivano regolarmente per riparazioni post incidente, sostituzioni di pannelli, interventi strutturali o semplici lavorazioni estetiche.

Molti professionisti continuano però ad affrontare questi mezzi come se fossero automobili tradizionali, senza considerare che la presenza dei sistemi ad alta tensione cambia radicalmente il livello di rischio durante qualsiasi intervento.

Non si parla soltanto di elettronica più evoluta, ma di impianti che possono lavorare tra i 400 e gli 800 volt. Una tensione che, in determinate condizioni, può provocare conseguenze gravissime anche senza intervenire direttamente sull’impianto elettrico. Dopo un urto, ad esempio, cablaggi e componenti possono risultare danneggiati o non visibili, mentre la batteria può mantenere energia residua anche con veicolo spento.

In questo scenario diventano fondamentali le qualifiche PES e PAV.

Cosa significano PES- PAV-PEI

Le sigle derivano dalla norma CEI 11-27 elaborata dal CEI, riferimento tecnico nazionale per i lavori in presenza di rischio elettrico.

PES indica la Persona Esperta, cioè un lavoratore con conoscenze teoriche ed esperienza pratica tali da poter valutare i rischi elettrici e operare in autonomia secondo procedure di sicurezza.

PAV identifica invece la Persona Avvertita, ovvero un operatore formato sui pericoli dell’elettricità e sulle corrette modalità operative, che può lavorare solo seguendo istruzioni e procedure definite dall’organizzazione aziendale.

PEI – Persona Idonea ai lavori sotto tensione: un operatore che possiede l’abilitazione specifica per lavorare su impianti ancora sotto tensione. Questa figura è necessaria solo per interventi dove il circuito rimane attivo, come verifiche particolari o manutenzioni sotto tensione in sicurezza.

Nel contesto della carrozzeria queste qualifiche non trasformano il carrozziere in un elettrauto, ma forniscono le competenze necessarie per riconoscere i rischi e lavorare in sicurezza su veicoli dotati di sistemi ad alta tensione.

Perché riguarda direttamente le carrozzerie

Un equivoco ancora diffuso è pensare che la formazione PES PAV PEI serva solo a chi interviene su batterie o motori elettrici. In realtà molte attività tipiche della carrozzeria comportano comunque un’esposizione al rischio elettrico.

Oggi non è necessario aprire il cofano per capire che un’auto è elettrica o ibrida: l’identificazione del modello, le targhette di sicurezza, la documentazione tecnica e spesso la semplice conoscenza del veicolo permettono di riconoscerlo immediatamente. Questo significa che la valutazione del rischio deve iniziare già nella fase di accettazione.

Un veicolo incidentato può avere sistemi ad alta tensione ancora attivi oppure danneggiati. Operazioni come smontaggi strutturali, lavorazioni su pianali e longheroni, utilizzo del banco dima, taglio o saldatura della scocca possono diventare pericolose se il mezzo non è stato prima messo in sicurezza elettrica.

Anche interventi apparentemente semplici possono coinvolgere zone vicine ai cablaggi ad alta tensione o ai moduli batteria, spesso integrati nella struttura del veicolo.

Il quadro normativo e le responsabilità

La formazione PES/PAV/PEI non rappresenta una certificazione facoltativa, ma rientra nel sistema generale di prevenzione previsto dalla normativa sulla sicurezza sul lavoro. Le indicazioni tecniche e le pubblicazioni dell’INAIL evidenziano come la diffusione dei veicoli elettrici imponga un aggiornamento delle competenze nelle officine e nelle carrozzerie.

Il datore di lavoro è tenuto a valutare tutti i rischi presenti nell’attività. Quando in azienda entrano veicoli elettrici o ibridi, il rischio elettrico diventa concreto e deve essere gestito attraverso formazione adeguata, procedure operative e organizzazione del lavoro.

In caso di infortunio, la mancanza di personale formato può comportare responsabilità significative, perché il rischio è ormai noto e riconosciuto.

Cosa cambia concretamente in carrozzeria

Adeguarsi non significa rivoluzionare il proprio mestiere, ma introdurre alcune competenze e procedure fondamentali.

Il personale formato è in grado di riconoscere un veicolo ad alta tensione, verificare lo stato di sicurezza prima dell’intervento, applicare le corrette procedure di messa in sicurezza e lavorare evitando situazioni di esposizione al rischio elettrico.

Diventa inoltre possibile organizzare correttamente gli spazi di lavoro, gestire i veicoli incidentati in modo consapevole e dialogare con periti, flotte e case costruttrici secondo standard ormai richiesti sempre più spesso dal mercato.

Un cambiamento già in atto

La transizione verso la mobilità elettrica non è più una prospettiva futura ma una realtà operativa. Le carrozzerie che si adeguano per tempo non solo aumentano il livello di sicurezza interna, ma si posizionano come strutture preparate ad affrontare l’evoluzione del settore.

La formazione PES-PAV-PEI rappresenta quindi un passaggio naturale nell’evoluzione professionale del carrozziere moderno: non un obbligo burocratico, ma uno strumento concreto per lavorare meglio, ridurre i rischi e affrontare con competenza i veicoli che già oggi entrano quotidianamente in officina.

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