Negli ultimi mesi si parla sempre più spesso di CAI CID digitale, la nuova modalità elettronica per compilare la constatazione amichevole dopo un incidente. Come Federcarrozzieri, guardiamo con interesse all’innovazione tecnologica, ma sentiamo il dovere di porre una domanda fondamentale: questa evoluzione andrà davvero a vantaggio degli automobilisti e del mercato libero della riparazione?

La nostra posizione è chiara: il tema non è la digitalizzazione in sé, ma come verrà utilizzata.

Il vero cambiamento: il primo contatto dopo il sinistro

Con l’introduzione del CAI digitale, il primo passo dopo un incidente non sarà più il modulo cartaceo, ma un’app o una piattaforma della compagnia assicurativa.

Questo passaggio, apparentemente semplice, rappresenta in realtà un cambiamento profondo. Per la prima volta, il primo contatto dell’automobilista avverrà quasi sempre in un ambiente controllato direttamente dall’assicurazione.

Ed è proprio qui che nasce la nostra preoccupazione.

Automobilista vulnerabile: un momento decisivo

Chi ha vissuto un incidente lo sa bene: nei minuti successivi si è sotto stress, confusi, con l’urgenza di risolvere rapidamente il problema.

In questo contesto, una piattaforma digitale può facilmente guidare le scelte dell’utente. Non servono obblighi espliciti: bastano suggerimenti, percorsi semplificati o promesse di velocità per orientare le decisioni.

Il rischio concreto è che l’automobilista venga indirizzato verso carrozzerie convenzionate senza una reale consapevolezza delle alternative.

Libertà di scelta: un diritto da difendere

Vogliamo ribadirlo con forza: la normativa non obbliga in alcun modo a scegliere una carrozzeria convenzionata.

Ogni automobilista ha il diritto di rivolgersi al proprio carrozziere di fiducia.

Tuttavia, sappiamo bene che nella pratica il modo in cui viene gestito il sinistro può influenzare in modo determinante la scelta finale. E se il primo contatto è già “indirizzato”, il rischio di una canalizzazione implicita diventa molto alto.

CAI digitale e canalizzazione dei sinistri: un equilibrio delicato

Dal nostro punto di vista, il CAI digitale potrebbe trasformarsi nello strumento più efficace mai visto per orientare i flussi di riparazione.

Non perché lo imponga la legge, ma perché interviene nel momento più delicato: quello della decisione immediata.

Per questo motivo riteniamo fondamentale monitorare con attenzione:

  • come saranno progettate le app delle compagnie
  • quali opzioni verranno presentate agli utenti
  • quanto sarà realmente visibile e accessibile la libera scelta del riparatore

Innovazione sì, ma con regole chiare

Come Federcarrozzieri non siamo contrari al progresso. La digitalizzazione può portare benefici reali: maggiore velocità, meno burocrazia, processi più efficienti.

Ma tutto questo deve avvenire nel rispetto di un principio fondamentale: la libertà di scelta dell’automobilista e la tutela del mercato indipendente.

Il nostro impegno

Continueremo a vigilare su come verrà applicato il CAI CID digitale nella pratica quotidiana.

Invitiamo anche gli automobilisti a essere consapevoli: dopo un incidente, avete sempre il diritto di scegliere a chi affidare la riparazione del vostro veicolo.

E invitiamo istituzioni e operatori del settore a garantire che l’innovazione non diventi uno strumento per limitare la concorrenza.

Perché il futuro della riparazione auto non può essere deciso da un algoritmo, ma deve restare nelle mani di chi guida e di chi lavora ogni giorno con professionalità e indipendenza.

Ricevi direttamente nella tua casella di posta tutte le notizie e i consigli dal mondo della carrozzeria: iscriviti subito qui alla nostra newsletter e resta sempre informato.