{"id":10530,"date":"2015-01-23T16:19:24","date_gmt":"2015-01-23T14:19:24","guid":{"rendered":"https:\/\/ilcarrozziere.it\/blog\/?p=10530"},"modified":"2024-07-01T15:30:44","modified_gmt":"2024-07-01T13:30:44","slug":"la-lobby-delle-assicurazioni-ha-un-nuovo-amico","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ilcarrozziere.it\/blog\/2015\/01\/la-lobby-delle-assicurazioni-ha-un-nuovo-amico\/","title":{"rendered":"La lobby delle assicurazioni ha un nuovo amico"},"content":{"rendered":"<p><em>riportiamo da un articolo de Il Fatto Quotidiano del 22 gennaio a firma Marco Palombi<\/em><\/p>\n<p>Il 20 febbraio arriveranno in Consiglio dei ministri un bel po\u2019 di leggi e decreti. Lo ha promesso marted\u00ec Matteo Renzi citando \u2013 tra gli altri \u2013 il ddl Concorrenza scritto da Federica Guidi. E qui c\u2019\u00e8 un problema. A giudicare dalla bozza in possesso del Fatto Quotidiano, infatti, al ministero dello Sviluppo hanno svuotato i cassetti di vecchie norme gi\u00e0 respinte dal Parlamento: ci si riferisce, in particolare, a quelle in materia di Rc Auto, che al solito sembrano uscite dalla penna di un funzionario dell\u2019Ania, la Confindustria delle assicurazioni.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"lazyload alignleft size-full wp-image-10547\" alt=\"ilfatto_150122_articolo\" src=\"https:\/\/ilcarrozziere.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/ilfatto_150122_articolo.png\" data-orig-src=\"https:\/\/ilcarrozziere.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/ilfatto_150122_articolo.png\" width=\"640\" height=\"400\" srcset=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns%3D%27http%3A%2F%2Fwww.w3.org%2F2000%2Fsvg%27%20width%3D%27640%27%20height%3D%27400%27%20viewBox%3D%270%200%20640%20400%27%3E%3Crect%20width%3D%27640%27%20height%3D%27400%27%20fill-opacity%3D%220%22%2F%3E%3C%2Fsvg%3E\" data-srcset=\"https:\/\/ilcarrozziere.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/ilfatto_150122_articolo-300x187.png 300w, https:\/\/ilcarrozziere.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/ilfatto_150122_articolo.png 640w\" data-sizes=\"auto\" data-orig-sizes=\"(max-width: 640px) 100vw, 640px\" \/><\/p>\n<p><strong>Diminuire i risarcimenti: l\u2019ossessione di un decennio<\/strong><br \/>\nAnche nel disegno di legge di Renzi c\u2019\u00e8 una norma che Ania tenta di far approvare almeno dall\u2019ultimo governo Berlusconi: un taglio drastico sui risarcimenti per i macrodanni (cosette permanenti come la perdita di un arto o la morte). Un breve riassunto: il Codice delle assicurazioni entrato in vigore nel 2006 delegava il governo a stilare tabelle nazionali con i valori del risarcimento entro 24 mesi (la delega scadeva a gennaio 2008). Quelle per i microdanni (da 1 a 9 punti) arrivarono quasi subito, le altre (da 10 a 100 punti) finirono disperse: a delega gi\u00e0 morta ci prov\u00f2 nell\u2019agosto 2011 l\u2019ex Cavaliere e all\u2019inizio del 2012 Mario Monti con un apposito Dpr su tabelle elaborate dai tecnici del ministero dello Sviluppo. Il motivo di questo improvviso risveglio \u00e8 semplice: proprio nel 2011 la Cassazione aveva stabilito che le tabelle nazionali gi\u00e0 esistono e sono quelle \u2013 compilate in maniera scientificamente impeccabile \u2013 dal Tribunale di Milano. Solo che alle assicurazioni non piacciono: con quelle si paga troppo e infatti quelle del ministero tagliano i risarcimenti fino al 50%. Ora il ddl Guidi-Renzi riprova laddove fallirono i padri e, pur di fare un favore alle assicurazioni, in tre righe tenta di resuscitare una delega al governo scaduta da sei anni.<\/p>\n<p><strong>Il colpo di frusta: quando una parola \u00e8 di troppo<\/strong><br \/>\nIn principio fu Monti, ma ora Renzi supera e corregge il maestro: nessuno dovr\u00e0 mai risarcire un \u201ccolpo di frustra\u201d. \u00c8 andata cos\u00ec. Quando inizia la crisi le assicurazioni vanno in sofferenza, poi tornano agli utili con una cura semplice: aumento dei prezzi e abbattimento dei risarcimenti. A quest\u2019ultima parte ci ha pensato il governo tecnico, che a inizio 2012 stabil\u00ec che i danni di lieve entit\u00e0 vanno risarciti solo se in presenza di un \u201caccertamento clinico strumentale obiettivo\u201d. Che significa? I medici legali delle compagnie non riconoscono mai i piccoli danni tipo il \u201ccolpo di frusta\u201d e all\u2019assicurato resta l\u2019unica scelta di fare esami assai costosi per un risarcimento che potrebbe persino non coprirli. Risultato: quel capitolo \u00e8 passato dal costare alle compagnie 2,7 miliardi l\u2019anno a poco pi\u00f9 di uno. E che facevano, nel frattempo, i costi per gli utenti? Ovviamente aumentavano. La legge di Monti, per\u00f2, lasciava ancora qualche spazio all\u2019autonoma scelta del medico e qui arriva il ddl di Renzi: nessuno spazio alla constatazione \u201cvisiva\u201d del danno. O fai gli esami clinici o niente soldi.<\/p>\n<p><strong>Gli avanzi di Letta: quando i renziani erano contro<br \/>\n<\/strong>Altre norme presenti nel ddl Concorrenza vengono dritte dritte da un decreto del governo di Enrico Letta: all\u2019epoca i renziani in Parlamento (assai meno di oggi) provvidero a far stralciare quelle norme, oggi il loro capo si appresta a ripresentarle. L\u2019impianto propagandistico \u00e8 lo stesso: vi faremo risparmiare il 25%. Poi magari non sar\u00e0 proprio cos\u00ec, intanto le assicurazioni si prendono i loro vantaggi. Le compagnie \u2013 dice il testo \u2013 devono applicare \u201csconti significativi\u201d a chi ad esempio fa montare la scatola nera sulla sua auto (peccato che i costi di installazione e funzionamento siano a carico del cliente). Altro cavallo di battaglia dell\u2019Ania presente nel nuovo testo \u00e8 il cosiddetto \u201c risarcimento in forma specifica \u201d (si fa riparare la macchina da un carrozziere scelto dall\u2019assicurazione): questo \u2013 oltre a far diventare i 15 mila carrozzieri italiani dei terzisti delle compagnie \u2013 lascia all\u2019assicurazione la scelta sulle modalit\u00e0 di riparazione. Tradotto: tra due soluzioni tecniche, il carrozziere convenzionato sceglier\u00e0 sempre quella meno costosa per i suoi datori di lavoro. E c\u2019\u00e8 pure lo sconto se si accetta il divieto di cessione del diritto al risarcimento: quando cio\u00e8 il carrozziere ripara la macchina e poi \u00e8 lui a vedersela con la compagnia (anche qui il problema \u00e8 la qualit\u00e0 tecnica delle riparazioni e la valutazione del costo del lavoro dell\u2019artigiano).<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"lazyload alignleft size-large wp-image-10548\" alt=\"ilfatto_150122_dettaglio\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns%3D%27http%3A%2F%2Fwww.w3.org%2F2000%2Fsvg%27%20width%3D%27200%27%20height%3D%27510%27%20viewBox%3D%270%200%20200%20510%27%3E%3Crect%20width%3D%27200%27%20height%3D%27510%27%20fill-opacity%3D%220%22%2F%3E%3C%2Fsvg%3E\" data-orig-src=\"https:\/\/ilcarrozziere.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/ilfatto_150122_dettaglio.png\" width=\"200\" height=\"510\" \/><\/p>\n<p><strong>Un mercato inefficiente, che verr\u00e0 lasciato com\u2019\u00e8<\/strong><br \/>\nDalla liberalizzazione di met\u00e0 anni Novanta al 2012 i sinistri sono diminuiti del 40%, mentre i costi per l\u2019utente \u2013 dice uno studio Adusbef \u2013 aumentavano del 245% (da 391 a 1.350 euro). Risultato: il 10% del parco auto circolante non ha l\u2019assicurazione. Secondo la stessa Ania, l\u2019indice dei sinistri \u00e8 calato dal 15% di vent\u2019anni fa al 6,3% del 2013. Com\u2019\u00e8 possibile allora che le polizze siano sempre salite? Le truffe c\u2019entra poco. Spiega l\u2019Antitrust: \u201cIl settore della Rc Auto in Italia \u00e8 un mercato con debole tensione competitiva\u201d, in cui \u201cle inefficienze vengono trasferite sui premi, con le imprese pi\u00f9 efficienti che preferiscono realizzare margini pi\u00f9 elevati anzich\u00e9 competere\u201d.<\/p>\n<p>E infatti, laddove in Francia una quarantina di compagnie si contendono i clienti, in Italia i primi tre gruppi \u2013 Unipol\/Fonsai, Allianz e Generali \u2013 si dividono oltre i 2\/3 del mercato. Di questo, ovviamente, il ddl Concorrenza non si occupa.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>riportiamo da un articolo de Il Fatto Quotidiano del 22 gennaio a firma Marco Palombi Il 20 febbraio arriveranno in Consiglio dei ministri un bel po\u2019 di leggi e decreti. 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