{"id":2006,"date":"2011-07-29T07:54:20","date_gmt":"2011-07-29T05:54:20","guid":{"rendered":"https:\/\/ilcarrozziere.it\/blog\/?p=2006"},"modified":"2024-07-01T15:30:48","modified_gmt":"2024-07-01T13:30:48","slug":"e-poi-sarebbero-i-carrozzieri-a-mandare-in-rosso-i-conti-della-fondiaria-sai","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ilcarrozziere.it\/blog\/2011\/07\/e-poi-sarebbero-i-carrozzieri-a-mandare-in-rosso-i-conti-della-fondiaria-sai\/","title":{"rendered":"&#8230;..E poi sarebbero i Carrozzieri a mandare in rosso i conti della Fondiaria Sai"},"content":{"rendered":"<p><img decoding=\"async\" class=\"lazyload alignnone size-full wp-image-2007\" title=\"sai-fondiaria\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns%3D%27http%3A%2F%2Fwww.w3.org%2F2000%2Fsvg%27%20width%3D%27199%27%20height%3D%27186%27%20viewBox%3D%270%200%20199%20186%27%3E%3Crect%20width%3D%27199%27%20height%3D%27186%27%20fill-opacity%3D%220%22%2F%3E%3C%2Fsvg%3E\" data-orig-src=\"https:\/\/ilcarrozziere.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2011\/07\/sai-fondiaria.gif\" alt=\"\" width=\"199\" height=\"186\" \/>\u00a0\u00a0<\/p>\n<p>Tratto dal Forum di Finanzaonline\u00a0\u00a0<\/p>\n<p>Da leggere tutto d&#8217;un fiato\u00a0\u00a0<\/p>\n<div><strong>Articolo di Vittorio Malagutti per &#8220;Il Fatto Quotidiano&#8221;<\/strong><\/div>\n<div><strong>LA CRESTA DEI LIGRESTI &#8211; LA FAMIGLIA DI DON TOT\u00d2 HA SPOLPATO A DOVERE FONDIARIA PAGANDO LUSSI E SFIZI CON I SOLDI DEI SOCI (COME IL CAVALLO DI JONELLA LIGRESTI COSTATO 1,4 MLN \u20ac) &#8211; LA COMPAGNIA PERDE SOLDI A ROTTA DI COLLO (UN MLD \u20ac NEL 2010) MENTRE I TRE FIGLI DEL BOSS HANNO INCASSATO OLTRE 5 MLN CIASCUNO &#8211; UNICREDIT E MEDIOBANCA SI MOBILITANO PER SALVARE LE CHIAPPE A LIGRESTI, CHE NEGLI ULTIMI DUE ANNI HA SCARICATO ATTIVIT\u00c0 IN PERDITA SU FONDIARIA, DIROTTANDO MILIONI E MILIONI DI EURO A PARENTI E AMICI&#8230;.<\/strong><\/div>\n<p>\u00a0\u00a0<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><strong>\u00a0<\/strong>\u00a0<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong>\u00a0<\/p>\n<p>Si chiama Toulon e gli esperti dicono che \u00e8 un gran cavallo. Lo pensa anche un&#8217;amazzone come Jonella Ligresti che ha fatto coppia fissa con lui in diversi importanti concorsi di equitazione. I campioni per\u00f2 costano caro. Per Toulon si arriva addirittura a tre milioni di euro. E allora ai piccoli azionisti di Fondiaria far\u00e0 piacere sapere (o forse no) che nel 2009 e nel 2010 hanno contribuito a pagare il conto del purosangue di Jonella Ligresti.\u00a0\u00a0<\/p>\n<p>Come? Semplice: l&#8217;anno scorso Fondiaria ha versato 1,4 milioni nella casse di Lait\u00e0, la societ\u00e0 della famiglia Ligresti che possiede Toulon, acquistato in leasing a fine 2008. In breve: i Ligresti usano i soldi del loro gruppo assicurativo per finanziare le passioni di Jonella, presidente della Fondiaria quotata in Borsa.\u00a0\u00a0<\/p>\n<p>Bazzecole? Mica tanto. Prima di tutto perch\u00e8 la compagnia, la terza in Italia dopo Generali e Allianz, perde soldi a rotta di collo: quasi un miliardo di euro nel 2010, che si aggiunge ai 390 milioni del 2009. Un disastro anche per la tasche di migliaia di piccoli azionisti. Chi avesse avuto la pessima idea di investire 10 mila euro in azioni Fondiaria tre anni fa adesso se ne ritroverebbe 2.500 circa, con la prospettiva di dover sborsare altri soldi per un prossimo aumento di capitale destinato a rimettere in sesto il bilancio.\u00a0\u00a0<\/p>\n<p>ello stesso periodo (2009-2010) i tre figli di Ligresti (Jonella, Giulia, Paolo), tutti amministratori delle societ\u00e0 del gruppo, hanno ricevuto oltre 5 milioni ciascuno come stipendio. Compensi confermati anche nel 2010, con i titoli della compagnia precipitati ai minimi storici.\u00a0\u00a0<\/p>\n<p>Bastano questi numeri per definire i contorni di una crisi che ha pochi precedenti nella storia recente dei grandi gruppi finanziari quotati. Una crisi per cui adesso si mobilitano le banche, Unicredit e Mediobanca in testa, pronte a salvare l&#8217;amico Salvatore Ligresti. Piccolo particolare, per\u00f2 illuminante: il gruppo Unicredit ha finanziato anche i leasing di Toulon e di altri tre cavalli di Jonella.\u00a0\u00a0<\/p>\n<p>Eccola, allora, la vera banca di sistema: presta soldi per il grande business delle polizze e non dimentica i purosangue della figlia dell&#8217;amico finanziere che, incidentalmente, fino poche settimane fa sedeva anche nel consiglio di amministrazione dell&#8217;istituto. Ma non \u00e8 solo questione di cavalli.\u00a0\u00a0<\/p>\n<p>Un esame attento dei bilanci rivela che negli ultimi due anni la famiglia Ligresti in pi\u00f9 di un&#8217;occasione ha giocato di sponda con Fondiaria, scaricando attivit\u00e0 in perdita sulla compagnia quotata in Borsa, mentre milioni e milioni di euro finivano a parenti e amici degli azionisti di controllo a titolo di compensi e prebende varie. Ecco allora che se la Dialogo assicurazioni, una compagnia minore del gruppo, lancia una campagna promozionale proprio non pu\u00f2 fare a meno di affidarla alla Gilli communication, gestita da Giulia Ligresti.\u00a0\u00a0<\/p>\n<p>Il conto \u00e8 salato: 1,7 milioni che finiscono in cassa alla societ\u00e0 di famiglia. Poi c&#8217;\u00e8 la questione degli alberghi, quelli della catena Atahotels. Nel 2009 i Ligresti decidono di disfarsi dell&#8217;azienda. E pensano bene di girarla a Fondiaria. Prezzo: 25 milioni di euro, fissato con l&#8217;ausilio di perizie, nonch\u00e9 fairness e legal opinion, come precisa il bilancio del 2009. Insomma, un affare con tutte le carte in regola, assistito da voluminose perizie dei soliti professori. La vendita si chiude a maggio, ma di l\u00ec a poco si scopre che Atahotels va malissimo. A fine anno viene addirittura svalutata di 17 milioni. In altre parole due terzi del valore dell&#8217;azienda sarebbero andati in fumo nel giro di soli sei mesi, con buona pace delle fairness opinion.\u00a0\u00a0<\/p>\n<p>Intanto per\u00f2 i Ligresti hanno gi\u00e0 incassato i 25 milioni del prezzo e hanno evitato di dover coprire personalmente quei 17 milioni di svalutazione. A quanto sembra i problemi dell&#8217;azienda alberghiera erano stati sottovalutati. O forse sono arrivati come un fulmine a ciel sereno. Sorprendente, anche perch\u00e8 nel consiglio di Atahotels sedevano alcuni amministratori della stessa Fondiaria, tra cui Jonella, Giulia e Paolo Ligresti.\u00a0\u00a0<\/p>\n<p>Fine della storia? Macch\u00e9.<br \/>\nNel 2010 gli hotel se la passano ancora peggio. I conti chiudono in perdita di 52 milioni su 110 di ricavi. E allora Fondiaria non pu\u00f2 fare a meno di svalutare per la seconda volta la sua partecipata Atahotels. E sui conti gi\u00e0 disastrati del gruppo assicurativo si abbattono altri 30 milioni di perdite. I Ligresti per\u00f2 sono ottimisti e ai piccoli azionisti della compagnia fanno sapere, come si legge nel bilancio, che Atahotels \u00e8 &#8220;riuscita a difendersi meglio di altri concorrenti&#8221;.\u00a0\u00a0<\/p>\n<p>Come dire: poteva andare ancora peggio. Di certo ai Ligresti \u00e8 andata benissimo. Il conto degli alberghi avrebbero dovuto pagarlo di tasca propria e invece adesso ci pensano in gran parte i soci di minoranza di Fondiaria. Che, a ben guardare, ultimamente ha fatto anche altri acquisti sfortunati. All&#8217;inizio del 2008, per esempio, il gruppo si \u00e8 concesso un&#8217;incursione oltre confine.\u00a0\u00a0<\/p>\n<p>Per 267 milioni ha comprato una compagnia serba, la Ddor Novi Sad. Ebbene l&#8217;anno scorso la societ\u00e0 \u00e8 stata svalutata di 137 milioni. Anche qui nel giro di due anni pi\u00f9 di met\u00e0 del valore della controllata \u00e8 andato in fumo.\u00a0\u00a0<\/p>\n<p>Acquisto incauto? Prezzo troppo elevato? Chiss\u00e0. Fausto Marchionni, gran capo di Fondiaria, ha perso il posto un paio di mesi fa. Un addio ben retribuito. Nel 2010, l&#8217;anno del disastro, Marchionni ha ricevuto circa 5 milioni di compensi. Un milione in pi\u00f9 del 2009.\u00a0\u00a0<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/ilcarrozziere.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2011\/07\/4.jpg\"><strong><img decoding=\"async\" class=\"lazyload alignnone size-full wp-image-2008\" title=\"4\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns%3D%27http%3A%2F%2Fwww.w3.org%2F2000%2Fsvg%27%20width%3D%27363%27%20height%3D%27267%27%20viewBox%3D%270%200%20363%20267%27%3E%3Crect%20width%3D%27363%27%20height%3D%27267%27%20fill-opacity%3D%220%22%2F%3E%3C%2Fsvg%3E\" data-orig-src=\"https:\/\/ilcarrozziere.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2011\/07\/4.jpg\" alt=\"\" width=\"363\" height=\"267\" \/><\/strong><\/a><strong>\u00a0<\/strong><strong>\u00a0<\/strong>\u00a0<\/p>\n<p>e ancora&#8230;&#8230;..\u00a0\u00a0<\/p>\n<p><strong>TUTTI I RESTI DI LIGRESTI &#8211; IL BUCO NERO NELLE CASSE DI FONSAI (PERDITE PER 1 MLD \u20ac NEL 2010) NON NASCE SOLO DAI GUAI DELLE ASSICURAZIONI MA \u00c8 IL FRUTTO AMARO DEGLI APPETITI DI DON SALVATORE E FAMIGLIA &#8211; UN PO\u2019 DI SOLDI PER IL PUROSANGUE DI JONELLA, QUALCHE MILIONE PER LA PUBBLICIT\u00c0 GESTITA DALLE AZIENDE DI GIULIA, SUPERSTIPENDI DA SUPERMANAGER &#8211; UNA SERIE DI ASSEGNI A SETTE-OTTO CIFRE PER COMPRARE FATTORIE VALUTATE COME MINIERE D\u2019ORO, ALBERGHI IN PERENNE PASSIVO, ARREDI D\u2019UFFICIO E PREZIOSE (?) CONSULENZE\u2026&#8230;.<\/strong><strong>\u00a0<\/strong>\u00a0<\/p>\n<div>Ettore Livini per &#8220;la Repubblica&#8221;<\/div>\n<div>Un po&#8217; di soldi per il purosangue di Jonella. Qualche milione per la pubblicit\u00e0 gestita dalle aziende di Giulia. Stipendi da supermanager. Pi\u00f9 una serie da brividi di assegni a setteotto cifre per comprare fattorie valutate come miniere d&#8217;oro, alberghi in perenne passivo, arredi d&#8217;ufficio e preziose (?) consulenze. La crisi di Fonsai affondata da un miliardo di perdite nel 2010 non nasce solo dai guai del core business assicurativo. Il buco nei conti, dati alla mano, ha anche un&#8217;altra spiegazione: il fattore Ligresti.<\/div>\n<p>\u00a0\u00a0<\/p>\n<p>La vorticosa girandola di operazioni infragruppo che in cinque anni ha trasferito dalle casse della galassia quotata in Borsa alle tasche dell&#8217;inossidabile ingegnere la bellezza di 525 milioni, trasformando Fondiaria e Milano Assicurazioni in una sorta di bancomat pronto uso per le casseforti della famiglia di Patern\u00f2.\u00a0\u00a0<\/p>\n<p>Lo scopo di questa partita di giro iniziata in sordina nel 2005 e decollata per volumi tra il 2008 e il 2010 \u00e8 stato chiaro sin dall&#8217;inizio: puntellare i conti delle holding personali della dinastia siciliana, messe alle corde dalla crisi del mattone e da una serie di diversificazioni non proprio azzeccate. Obiettivo, tra l&#8217;altro, fallito. Sinergia, capofila dei business di Ligresti, \u00e8 stata costretta per ben due volte a rinegoziare la sua esposizione con i creditori esposti per oltre 300 milioni e una terza \u00e8 ancora in corso malgrado l&#8217;\u00abaiutino\u00bb delle assicurazioni di casa.\u00a0\u00a0<\/p>\n<p>Solo tra 2009 e 2010, come riportano i dati in bilancio alla voce rapporti con parti correlate, le due compagnie hanno pompato verso i piani superiori della catena di controllo oltre 280 milioni. Mentre dal 2005 ad oggi il bilancio dareavere tra famiglia e aziende quotate a Piazza Affari segna un saldo positivo ovviamente per i Ligresti di 367 milioni. Un fiume d&#8217;oro alimentato in buona parte dai loro soci di minoranza (ma non dal punto di vista numerico: Sinergia in realt\u00e0 controlla attraverso tre livelli di scatole cinesi solo il 20,6% di Fondiaria e il 12% della Milano) costretti adesso oltre alla beffa il danno a mettere mano al portafoglio per ricapitalizzare le due assicurazioni.\u00a0\u00a0<\/p>\n<p>Il mattone d&#8217;oro. La parte pi\u00f9 corposa delle partite infragruppo di casa Ligresti \u00e8 legata, come tradizione di famiglia, al mattone. Fondiaria e Milano negli ultimi anni hanno affidato alla Imco e alle sue controllate, aziende che fanno capo direttamente alla famiglia, buona parte dei business immobiliari del gruppo. Nel 2005 hanno acquistato per 93 milioni gli immobili di via Lancetti a Milano, poi hanno finanziato la Avvenimenti e Sviluppo Immobiliari per 102 milioni per un&#8217;operazione a Roma, in via Fiorentini, si sono impegnate a rilevare dalle casseforti di casa un hotel con centro benessere a San Pancrazio a due passi da Parma. Tutte operazioni, naturalmente, segnalate con puntualit\u00e0 nei bilanci e accompagnate come prevede la legge da apposite valutazioni di periti.\u00a0\u00a0<\/p>\n<p>Il timing di queste operazioni \u00e8 stato sempre chirurgico. Quando un paio di anni fa la Imco si \u00e8 trovata con un buco nei conti a pochi giorni dalla chiusura del bilancio \u00e8 arrivato puntuale il salvagente della Fonsai: la compagnia ha messo mano al libretto degli assegni e rilevato dall&#8217;ingegnere alcuni indispensabili terreni a Bruzzano e a Cormano oltre a un bell&#8217;albergo a Varese. Cosa c&#8217;entrino questi blitz con il corebusiness di un&#8217;assicurazione non \u00e8 chiaro.\u00a0\u00a0<\/p>\n<p>\u00c8 certo per\u00f2 che i 15 milioni di plusvalenze garantiti cos\u00ec ai Ligresti hanno consentito di spegnere, almeno temporaneamente, la spia rossa dell&#8217;allarme finanziario.<br \/>\nUn deal fotocopia \u00e8 andato in onda nel 2009 quando la Milano ha rilevato dalla Imco la Hdef Isola per 15,5 milioni regalando un altro po&#8217; d&#8217;ossigeno alla controllante.<br \/>\nIl knowhow dei piani alti di casa Ligresti non si limita per\u00f2 al trading immobiliare. Prova ne \u00e8 che le due societ\u00e0 quotate in Borsa si sono affidate a Imco e alle sue controllate anche per una serie di servizi collaterali.\u00a0\u00a0<\/p>\n<p>Poco meno di 10 milioni sono finiti alla Europrogetti per le consulenze legate all&#8217;area Castello di Firenze, 30 milioni sono stati girati per i lavori su una struttura sanitaria a Firenze. Non solo: una volta costruite case e ospedali, poi, c&#8217;\u00e8 bisogno di arredarle. E, guarda caso, i fornitori sono di nuovo aziende private dei soci di riferimento. Fondiaria si \u00e8 comprata nel 2010 2,5 milioni di arredi dalla Icein e 2,2 milioni di mobili per ufficio dalla Imco quando forse sarebbe stato pi\u00f9 semplice (e con ogni probabilit\u00e0 pi\u00f9 economico) fare un salto all&#8217;Ikea.\u00a0\u00a0<\/p>\n<p>Affari in fattoria e in hotel. Uno degli accordi pi\u00f9 controversi tra i vari piani della galassia Ligresti \u00e8 quello relativo alla tenuta agricola Cesarina. A fine 2008 Sinergia si \u00e8 trovata in debito d&#8217;ossigeno finanziario. Che fare? Niente paura. L&#8217;ingegner Salvatore si \u00e8 ricordato di questi mille ettari di paradiso nel parco di Marcigliana, in Lazio, dove si pigia olio e produce latte. Poco importa che il business fosse (come \u00e8 ora) in perdita per due milioni l&#8217;anno. I panni sporchi si lavano in famiglia e Sinergia ha girato a Fonsai per 80 milioni di euro la megafattoria. Grazie, naturalmente, alla solita dettagliata perizia sul valore dell&#8217;immobile rurale stilata da apposito esperto indipendente.\u00a0\u00a0<\/p>\n<p>Il troppo per\u00f2 \u00e8 troppo. E in quell&#8217;occasione l&#8217;Isvap, l&#8217;istituto che veglia sulla solvibilit\u00e0 del comparto assicurativo, ha acceso il semaforo rosso: \u00abIl prezzo \u00e8 troppo alto\u00bb, ha sancito e l&#8217;affarone (per chi \u00e8 evidente) \u00e8 saltato, costringendo pochi mesi dopo Sinergia a chiedere ai creditori bancari una moratoria sul suo debito.\u00a0\u00a0<\/p>\n<p>Nella stessa occasione sono state poste le basi per una delle pi\u00f9 disastrose (per i soci Fonsai e Milano) partite infragruppo dei Ligresti. Quella di Atahotels, la societ\u00e0 di gestione alberghiera controllata da Sinergia e affidata dall&#8217;ingegnere al figlio Gioacchino Paolo. Storia del 2008. L&#8217;acquisizione della catena \u00e8 \u00abun&#8217;opportunit\u00e0 per il gruppo in un settore trainante dell&#8217;economia nazionale\u00bb sentenziarono allora convinte in un comunicato diffuso a tutto il mercato Fonsai e Milano firmando senza batter ciglio un assegno da 30 milioni per rilevare dalla cassaforte rispettivamente il 51% e il 49% del presunto gioiello dell&#8217;hotellerie nazionale.\u00a0\u00a0<\/p>\n<p>Difatti: prima l&#8217;Isvap le ha obbligate a ridurre il prezzo d&#8217;acquisto a 25 milioni perch\u00e9 quello iniziale era giudicato di nuovo troppo favorevole (\u00e7a va sans dire) ai venditori. Poi, pochi mesi dopo, \u00e8 iniziato il calvario. Subito sono emersi buchi per 20 milioni in sei mesi, poi la necessit\u00e0 di un aumento di capitale da 12. Poi, un annetto dopo, \u00e8 spuntata un&#8217;altra voragine da una cinquantina di milioni che si \u00e8 tradotta in altri 30 milioni di contabilizzazioni in perdita. Se Atahotels fosse stata ancora in pancia a Sinergia, per la cassaforte di famiglia sarebbe stato il crac. Invece alla fine a saldare il conto sono stati i poveri piccoli azionisti delle due compagnie.\u00a0\u00a0<\/p>\n<p>Ricchi premi e cotillons. A riempire i portafogli di casa Ligresti negli ultimi anni hanno contribuito anche i lauti stipendi pagati loro dalle aziende di famiglia. Dal 2005 al 2010 Giulia, Jonella e Gioacchino hanno incassato una busta paga complessiva da oltre 60 milioni di euro emolumenti pari al triplo della media degli assicuratori europei. Anche l&#8217;anno scorso, con i titoli alle corde in Borsa e una voragine da un miliardo nei conti di Fondiaria, i tre moschettieri della famiglia siciliana hanno ricevuto una bella gratifica da 8,3 milioni di euro complessivi.\u00a0\u00a0<\/p>\n<p>Ma i compensi sono solo la punta dell&#8217;iceberg della pioggia d&#8217;oro che hanno incassato direttamente. Fondiaria Sai ad esempio ha staccato nel 2010 un assegno da 6,7 milioni per consulenze tecnico amministrative legali a parti correlate. Banca Sai, oltre ad aver finanziato per 19 milioni Sinergia, ha garantito prestiti personali per 3 milioni di euro a singoli amministratori.\u00a0\u00a0<\/p>\n<p>Qualche spicciolo &#8211; nel corso degli anni &#8211; \u00e8 finito pure nelle aziende personali dei figli di Salvatore. Gilli Communications, una societ\u00e0 di Giulia, ha fatturato un paio di milioni per le campagne pubblicitarie della Dialogo, una controllata del gruppo Fonsai, mentre Lait\u00e0, la societ\u00e0 proprietaria di Toulon, il cavallo di Jonella, \u00e8 stata misteriosamente gratificata dalle assicurazioni quotate di un pagamento di 1,4 milioni.<strong>\u00a0<\/strong>\u00a0<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/ilcarrozziere.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2011\/07\/1.jpg\"><strong><img decoding=\"async\" class=\"lazyload alignnone size-full wp-image-2009\" title=\"1\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns%3D%27http%3A%2F%2Fwww.w3.org%2F2000%2Fsvg%27%20width%3D%27240%27%20height%3D%27142%27%20viewBox%3D%270%200%20240%20142%27%3E%3Crect%20width%3D%27240%27%20height%3D%27142%27%20fill-opacity%3D%220%22%2F%3E%3C%2Fsvg%3E\" data-orig-src=\"https:\/\/ilcarrozziere.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2011\/07\/1.jpg\" alt=\"\" width=\"240\" height=\"142\" \/><\/strong><\/a><br \/>\nUniCredit regala 110 milioni ai Ligresti<br \/>\nLorenzo Dilena\u00a0\u00a0<\/p>\n<p>Dopo l\u2019ok al prospetto concesso della Consob, che in precedenza aveva anche accordato l\u2019esenzione dall\u2019Opa, il cda ha fissato il prezzo dell\u2019aumento di capitale di Fon-Sai a 1,5 euro. La famiglia di costruttori siculo-milanese potr\u00e0 continuare ad esercitare il controllo sulla compagnia che malgestisce dal 2002 grazie al generoso aiuto del suo principale creditore.\u00a0\u00a0<\/p>\n<p>Il travaglio \u00e8 stato difficile, preceduto da trattative prolungate e accompagnato da colpi di scena nelle alleanze di potere, ma facilitato dall\u2019affettuosa assistenza del principale creditore bancario, Unicredit, e del sistema di potentati politico-finanziari coagulati intorno all\u2019asse Mediobanca-Generali. Le autorit\u00e0 hanno obiettato quel tanto che \u00e8 bastato a non intralciare l\u2019esito finale.\u00a0\u00a0<\/p>\n<p>Alla fine, ieri notte, il parto del controverso aumento di capitale da 450 milioni di euro della Fondiaria-Sai \u2013 indispensabile per evitare il crac (amministrazione straordinaria o liquidazione coatta amministrativa) \u2013 \u00e8 avvenuto con successo. Soprattutto, propriet\u00e0 e potere della famiglia Ligresti, che gestisce il gruppo dal 2002 con una partecipazione (via Premafin) del 41%, sono salvi. Il prezzo di emissione \u00e8 di 1,5 euro per azione ordinaria e di un euro per le risparmio. Il prezzo di emissione \u00e8 stato determinato applicando uno sconto di circa il 39,6 % sul prezzo teorico ex diritto delle azioni ordinarie, il Terp, calcolato sulla base del prezzo di chiusura di ieri (qui il comunicato della societ\u00e0).\u00a0\u00a0<\/p>\n<p>Un parto con la camicia. Era gi\u00e0 scritto, infatti, che il felice evento sarebbe stato festeggiato con la considerazione che si deve a chi ha saputo costruire relazioni proficue con tutto il cosiddetto \u201cSistema\u201d, come hanno fatto appunto i Ligresti. Il gruppo Unicredit del presidente Dieter Rampl, del vicepresidente Fabrizio Palenzona e dell\u2019amministratore delegato Federico Ghizzoni, con l\u2019accordo unanime di tutto il cda, non ha dunque badato a spese: 110 milioni di euro \u00e8 il dono che la banca elargir\u00e0 a brevissimo nei confronti della famiglia di costruttori-assicuratori. Cortesie che trovano spiegazione nelle \u00abrelazioni, da lungo tempo esistenti, tra il gruppo bancario e la famiglia Ligresti, improntate ad una collaborazione ad ampio spettro, come prova la circostanza che lo stesso Salvatore Ligresti abbia fatto parte, fino all\u2019adozione della delibera del 22 marzo 2011, del cda di Unicredit\u00bb (sono parole della Consob). FonSai, inoltre, detiene lo 0,3% di Piazza Cordusio, oltre ad avere partecipazioni in Mediobanca, Pirelli, Generali, Rcs.\u00a0\u00a0<\/p>\n<p>Le banche, si sa, non fanno regali: in cambio, infatti, l\u2019istituto di Piazza Cordusio, otterr\u00e0 un numero di diritti di opzione che daranno, appunto, \u2018diritto\u2019 di sottoscrivere 24,23 milioni di nuove azioni al prezzo di 1,5 euro, da cui una partecipazione equivalente al 6,6% del capitale post-aumento di Fon-Sai. Poich\u00e9 ieri notte il consiglio di amministrazione di Fon-Sai, presieduto da Jonella Ligresti, ha stabilito un rapporto di emissione pari a 2 (= ogni due azioni vecchie si ha il diritto di sottoscriverne una nuova), Unicredit ha bisogno di acquistare 12,1 milioni di diritti di opzione (24,23 milioni diviso 2). Stante i termini dell\u2019operazione, due semplici calcoli portano a un valore teorico del diritto di opzione di circa 2 euro.\u00a0\u00a0<\/p>\n<p>Ma c\u2019\u00e8 cliente e cliente. E i Ligresti sono clienti un po\u2019 pi\u00f9 speciali degli altri. Perci\u00f2, anzich\u00e9 i 2 euro, o gi\u00f9 di l\u00ec, che chiunque da luned\u00ec prossimo pagherebbe comprando in Borsa, Unicredit sborser\u00e0 ai Ligresti invece 5,5 volte di pi\u00f9: 11 euro per diritto. Moltiplicando questo prezzo di favore per i 12,1 milioni di diritti necessari per sottoscrivere il 6,6% del capitale post-aumento, la spesa di Unicredit arriva a circa 133 milioni. Ovvero 110 milioni in pi\u00f9 rispetto a quello che spenderebbe sul mercato. Al conto va aggiunto poi il prezzo da pagare per le nuove azioni: 1,5 euro cadauna per complessivi 36,34 milioni.\u00a0\u00a0<\/p>\n<p>Per Unicredit l\u2019esborso complessivo, tra fondi immessi nella compagnia assicurativa da salvare, prezzo teorico dei diritti e regalo ai Ligresti, \u00e8 di 170 milioni, che \u00e8 la cifra indicata nella premessa (v. punto 3) del patto stretto fra la Premafin (la holding della famiglia) e la banca. Evidentemente imbarazzato dai termini del patto, che \u00e8 stato negoziato da un dirigente di Unicredit, Piergiorio Peluso, passato subito dopo a fare il direttore generale di Fon-Sai, l\u2019a.d. di Unicredit Ghizzoni si era giustificato dicendo che l\u2019extraprezzo pagato per i diritti era inferiore a quello che il gruppo francese Groupama era disposto a sborsare (\u00abNoi compreremo i diritti pagandoli l\u2019equivalente di 12 euro per azione, Groupama li avrebbe pagati tra i 19 e i 20 euro\u00bb). Ma non \u00e8 su questa base, per\u00f2, che Unicredit ha evitato l\u2019obbligo di Opa che era stato imposto a Groupama.\u00a0\u00a0<\/p>\n<p>Di punto in bianco, infatti, sono spuntate due allarmanti lettere dell\u2019Isvap, l\u2019autorit\u00e0 di controllo del settore assicurativo presieduta da Giancarlo Giannini, con cui si chiedeva l\u2019immediata ricapitalizzazione della societ\u00e0 a causa del \u00abgrave e progressivo deterioramento della situazione di solvibilit\u00e0\u00bb. Lettere datate 17 e 31 marzo, ma di cui si \u00e8 avuta notizia solo il 14 maggio, solo grazie alla pubblicazione della motivazioni con cui la Consob ha concesso l\u2019esenzione dall\u2019obbligo di Opa. In sostanza, Fondiaria-Sai era prossima all\u2019amministrazione straordinaria per gravi perdite (articolo 231 del Codice delle assicurazioni), e n\u00e9 Giannini n\u00e9 il ministro dello Sviluppo, Paolo Romani, competente, si sono degnati di dire alcunch\u00e9 n\u00e9 al mercato n\u00e9 agli assicurati. In tutto questo, anzich\u00e9, mettere i 170 milioni nella societ\u00e0, in una logica sana di stabilit\u00e0 del sistema, Unicredit ha dato il grosso della somma ai Ligresti per permettere loro di conservare una partecipazione di controllo (35%) in Fon-Sai.\u00a0\u00a0<\/p>\n<p>Questa mattina, all\u2019apertura dei mercati, sia Fondiaria-Sai e la controllata Milano Assicurazioni, che ha varato una ricapitalizzazione simile, sono stati colpiti da pesanti vendite con conseguente crollo delle quotazioni.<strong>\u00a0<\/strong>\u00a0<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/ilcarrozziere.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2011\/07\/2.jpg\"><strong><img decoding=\"async\" class=\"lazyload alignnone size-full wp-image-2010\" title=\"ITALY-CONSOB-LIGRESTI\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns%3D%27http%3A%2F%2Fwww.w3.org%2F2000%2Fsvg%27%20width%3D%27475%27%20height%3D%27297%27%20viewBox%3D%270%200%20475%20297%27%3E%3Crect%20width%3D%27475%27%20height%3D%27297%27%20fill-opacity%3D%220%22%2F%3E%3C%2Fsvg%3E\" data-orig-src=\"https:\/\/ilcarrozziere.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2011\/07\/2.jpg\" alt=\"\" width=\"475\" height=\"297\" \/><\/strong><\/a><strong>\u00a0<\/strong>\u00a0<\/p>\n<div id=\"post_message_29556302\">Penati critica alla ristrutturazione del debito Ligresti Unicredit grida vendetta<\/div>\n<p><strong>TI SISTEMA LA BANCA \u201cDI SISTEMA\u201d \u2013 PENATI ACCUSA: LA RISTRUTTURAZIONE DELL\u2019IMPERO LIGRESTI GRIDA VENDETTA! \u2013 ALLA BANCA DI GHIZZONI-RAMPL-PALENZONA \u201cBASTEREBBERO MENO DI 80 MILIONI PER RILEVARE IL 6,6% DI FONSAI PATTUITO, MA NE PAGA 170: LA DIFFERENZA VIENE ELARGITA AI LIGRESTI \u2013 \u00c8 UN PREZZO PI\u00d9 BASSO DI QUELLO OFFERTO DA GROUPAMA, ARGOMENTA UNICREDIT: MA I FRANCESI PAGAVANO PER IL CONTROLLO (ERGO L\u00b4OPA); MENTRE PER UNICREDIT \u00c8 UNA RISTRUTTURAZIONE\u201d\u2026<\/strong><strong>\u00a0<\/strong>\u00a0<\/p>\n<p>Alessandro Penati per La Repubblica\u00a0\u00a0<\/p>\n<p>Se il buon giorno si vede dal mattino, quello di Unicredit, novella banca \u201cdi sistema\u201d, promette di essere plumbeo: operazioni \u201cdi sistema\u201d come la ristrutturazione Premafin-Fonsai non sono un buon presagio di redditivit\u00e0, o di scintille in Borsa. Per la Consob, quella di Premafin-Fonsai \u00e8 una ristrutturazione. \u201cLa societ\u00e0 \u00e8 in una situazione di crisi attestata\u201d, e pertanto Unicredit \u00e8 esonerata dall\u00b4Opa.\u00a0\u00a0<\/p>\n<p>L\u00b4operazione quindi, va valutata come salvataggio. Ma di quale azienda? Pi\u00f9 della compagnia assicurativa Fonsai, a rischio dissesto sono Premafin, che la controlla con poco meno del 42%, e le altre holding pi\u00f9 a monte: la solita piramide con cui i Ligresti controllano Premafin. Tralasciamo per semplicit\u00e0 le holding a monte. Premafin \u00e8 chiaramente in crisi: la sua unica attivit\u00e0, la quota in Fonsai, ai prezzi di mercato vale 301 milioni, ed \u00e8 tutta in pegno alle banche (Unicredit capofila) a fronte di un indebitamento di 302. Di fatto, Fonsai \u00e8 delle banche creditrici. L\u00b4unica attivit\u00e0 rimasta ai Ligresti \u00e8 il valore del premio di controllo.\u00a0\u00a0<\/p>\n<p>In una situazione simile, qualsiasi banca agirebbe a tutela dei propri crediti. Potrebbe richiede il reintegro della garanzia; ma i Ligresti non hanno i soldi per farlo. O imporre la vendita della quota Fonsai al miglior offerente, e con l\u00b4incasso del premio di controllo rimborsare anche i debiti delle societ\u00e0 a monte; ma cos\u00ec se ne mette a rischio l\u00b4italianit\u00e0! O escutere il pegno, diventare azionista di controllo di Fonsai, ristrutturarla, valorizzarla e ricollocarla sul mercato: bella operazione di ristrutturazione, ma non \u201cdi sistema\u201d. O convertire il debito in azioni, diluendo i Ligresti, per poi procedere come sopra alla ristrutturazione.\u00a0\u00a0<\/p>\n<p>Invece, Unicredit mette mano al portafogli per aumentare il valore della garanzia (Fonsai) offerta dal debitore Premafin in crisi: 170 dei 450 milioni dell\u00b4aumento Fonsai saranno versati dalla banca. Stupefacente. E inefficiente: dei 170 milioni, solo il 42% (la quota Premafin) andr\u00e0 ad aumentare la garanzia; il resto sar\u00e0 a beneficio degli altri creditori di Fonsai (Mediobanca in primis).\u00a0\u00a0<\/p>\n<p>Ma non basta: invece di pretendere che i Ligresti mettano nuove risorse in Premafin, Unicredit gliele elargisce a fondo perduto. Per sottoscrivere la sua quota di aumento, infatti, Unicredit non acquister\u00e0 i diritti sul mercato, ma dai Ligresti a un prezzo almeno doppio: se per esempio l\u00b4aumento avvenisse ai valori odierni, 5,8 euro, Unicredit pagherebbe ogni nuova azione 12,7 euro.\u00a0\u00a0<\/p>\n<p>Vale a dire, le basterebbero meno di 80 milioni per rilevare il 6,6% di Fonsai pattuito, ma ne paga 170: la differenza viene elargita ai Ligresti. \u00c8 un prezzo pi\u00f9 basso di quello offerto da Groupama, argomenta Unicredit: ma i francesi pagavano per il controllo (ergo l\u00b4Opa); mentre per Unicredit \u00e8 una ristrutturazione.\u00a0\u00a0<\/p>\n<p>Tanta munificenza a vantaggio di un imprenditore straordinario colpito dalla sfortuna? Non direi. Tra operazioni in conflitto di interessi, affari immobiliari e investimenti dubbi, la gestione Ligresti di Fonsai \u00e8 stata disastrosa (come ben riassunto su Affari&amp;Finanza dal 3\/5). Non bastasse, i Ligresti si sono fatti pagare emolumenti per 60 milioni in 5 anni. Almeno di questi, Unicredit dovrebbe pretendere la restituzione.\u00a0\u00a0<\/p>\n<p>Sorge il dubbio che per Unicredit sia un\u00b4operazione di marketing. Da domani, ogni imprenditore italiano vorr\u00e0 essere suo cliente. Se le cose vanno male, potranno richiedere il \u201ctrattamento Ligresti\u201d e lanciare un aumento di capitale: Unicredit sar\u00e0 felice di sottoscriverlo, e di fornire all\u00b4imprenditore, a fondo perduto, le risorse per mantenere il controllo.\u00a0\u00a0<\/p>\n<p>E non \u00e8 finita. Viene richiesto un aumento da 350 milioni anche alla Milano Assicurazioni, controllata di Fonsai, che non ne ha bisogno: non serve a migliorare i solvency ratio del gruppo, non previsti dalla regolamentazione attuale; ed \u00e8 l\u00b4opposto di quanto Fonsai potrebbe fare per patrimonializzarsi, ovvero, cedere attivit\u00e0. A meno che si stia preparando il terreno per una fusione tra le due assicurazioni: il costo, oggi, sulle spalle della minoranza della Milano; il beneficio, domani, a chi controlla Fonsai. Il gruppo smentisce. Ma a pensar male, con le operazioni di sistema, spesso si indovina.\u00a0\u00a0<\/p>\n<div id=\"post_message_29556372\">Gli amici di Porta Nuova<br \/>\nL&#8217;unione Catella-Ligresti-Micheli.<\/div>\n<p>di Elia Pietra\u00a0\u00a0<\/p>\n<p>Manfredi Catella e Salvatore Ligresti, sempre pi\u00f9 uniti nel mattone di Porta Nuova, uno dei pi\u00f9 importanti cantieri in corso d\u2019opera a Milano.<br \/>\nHines Italia Sgr, societ\u00e0 guidata da Catella e nel cui azionariato, a settembre 2010, sono entrati Ligresti (18%) e il suo fidato amico, il finanziere Francesco Micheli, ha affidato a Immobiliare Lombarda (societ\u00e0 del gruppo FonSai) e alla Coima della famiglia Catella, i servizi di property e facility management dei complessi immobiliari di Porta Nuova.<br \/>\nCatella, attraverso la societ\u00e0 texana, \u00e8 oggi uno dei pi\u00f9 importanti operatori del real estate in Italia. La sgr del gruppo \u00e8 seconda solo alla Fimit di Massimo Caputi, per valore degli asset in gestione. I suoi fondi sono tra i principali finanziatori dei progetti che Hines Italia sviluppa.<br \/>\nLA PRESENZA DI HINES IN ITALIA. Oltre a Porta Nuova, Hines ha infatti nel proprio portafoglio progetti, sempre a Milano, anche il recupero delle ex Poste di via Ferrante Aporti. A Roma, invece, la societ\u00e0 firma la Citt\u00e0 del Sole, operazione di recupero di 12 mila metri quadri dell\u2019ex deposito Atac vicino alla stazione Tiburtina.<br \/>\nL\u2019inizio dei rapporti con Ligresti risale per\u00f2 al 2005 e si \u00e8 rafforzato con l\u2019avvio del progetto Porta Nuova, un\u2019operazione che complessivamente vale oltre 2 miliardi. Gi\u00e0 prima di entrare in Hines Sgr, l\u2019ingegnere, attraverso la sua Milano Assicurazioni aveva infatti messo un piede nei veicoli lussemburghesi attraverso cui si snoda la catena operativa di Hines verso l\u2019Italia.<br \/>\nCon il suo ingresso nell\u2019azionariato di Hines sgr, poi, Ligresti ha portato in dote a Catella anche un socio, Micheli, prezioso non solo sul piano finanaziario, ma anche per creare buoni rapporti con la nuova amministrazione comunale di Milano.\u00a0\u00a0<\/p>\n<p>Sabato, 18 Giugno 2011\u00a0\u00a0<\/p>\n<div id=\"post_message_29556406\">Si \u00e8 mangiato anche questi! <img class=\"lazyload\" decoding=\"async\" title=\"Clap Clap\" src=\"data:image\/gif;base64,R0lGODlhAQABAAAAACH5BAEKAAEALAAAAAABAAEAAAICTAEAOw==\" data-orig-src=\"http:\/\/www.finanzaonline.com\/forum\/images\/smilies\/clap.gif\" border=\"0\" alt=\"\" \/><\/div>\n<p>Firenze, Ligresti a processo per corruzione con Fondiaria Sai\u00a0\u00a0<\/p>\n<p>FIRENZE \u2013 Salvatore Ligresti insieme ad altri sei imputati \u00e8 stato rinviato a giudizio a Firenze al termine dell\u2019udienza preliminare sull\u2019inchiesta per corruzione relativa alla trasformazione urbanistica dei terreni di Castello, a Firenze, di propriet\u00e0 di Fondiaria Sai.\u00a0\u00a0<\/p>\n<p>Lo ha deciso il giudice Anna Favi. Il processo si aprir\u00e0 il 6 giugno 2011. Con Ligresti saranno processati anche gli ex assessori comunali di Firenze Gianni Biagi e Graziano Cioni pi\u00f9 dirigenti di Fondiaria e professionisti. In tutto andranno a giudizio sette persone e tre societ\u00e0. Oltre alla corruzione, a vario titolo sono anche contestati i reati di concussione per Biagi e abuso d\u2019ufficio.\u00a0\u00a0<\/p>\n<p>Gli altri imputati del processo saranno i dirigenti di Fondiaria-Sai Fausto Rapisarda e Gualtiero Giombini, che per l\u2019accusa sono i \u201cprivati corruttori\u201d, per conto di Salvatore Ligresti, nei confronti degli ex assessori Biagi (urbanistica) e Cioni (sicurezza sociale), oltre all\u2019architetto Marco Casamonti.\u00a0\u00a0<\/p>\n<p>Le societ\u00e0 rinviate a giudizio sono la stessa Fondiaria-Sai pi\u00f9 le societ\u00e0 di progettazione Archea ed Europrogetti. In base a una convenzione urbanistica del 2005 tra il Comune di Firenze e Castello, l\u2019area di Castello dovrebbe contenere 80 ettari di parco pubblico, edifici pubblici per Regione Toscana e Provincia ma anche molte palazzine residenziali e commerciali.\u00a0\u00a0<\/p>\n<p>In questo ambito, ipotizza l\u2019accusa, il gruppo di Fondiaria-Sai avrebbe ottenuto \u201cingiusti profitti\u201d in cambio di \u201cutilit\u00e0 corruttive\u201d riconosciute agli ex assessori. Tra queste incarichi procurati da Biagi a Casamonti, \u201csuggerito\u201d dall\u2019ex assessore all\u2019urbanistica a Ligresti per la realizzazione di progetti in quei terreni.<strong>\u00a0<\/strong>\u00a0<\/p>\n<div><strong>\u00a0<\/strong><\/div>\n<div>\n<div><a href=\"https:\/\/ilcarrozziere.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2011\/07\/5.bmp\"><strong><img class=\"lazyload\" decoding=\"async\" title=\"5\" src=\"data:image\/gif;base64,R0lGODlhAQABAAAAACH5BAEKAAEALAAAAAABAAEAAAICTAEAOw==\" data-orig-src=\"https:\/\/ilcarrozziere.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2011\/07\/5.bmp\" alt=\"\" \/><\/strong><\/a><\/div>\n<div><strong>\u00a0\u00a0<\/strong><\/div>\n<div><strong>\u00a0\u00a0<\/strong><\/div>\n<div>Una rinfrescatina!!<\/div>\n<p><strong>E ORA CHI SI PIGLIA I RESTI DEL CRAC LIGRESTI? &#8211; TOT\u00d2 ANNUNCIA: FINE DEI GIOCHI CON I GALLETTI DI GROUPAMA &#8211; SENZA I FRANCHI DEI FRANCESI, PREMAFIN E FONSAI DOVRANNO ESSERE SALVATE DALLE BANCHE ITALIANE CREDITRICI, IN PRIMIS UNICREDIT, ESPOSTA PER 600 MILIONI \u20ac (GRAZIE PROFUMO, ARI-GRAZIE GERONZI!) &#8211; MEDIOBANCA, BPM, MPS E BANCO POP Gi\u00e0 AVEVANO RISCADENZATO IL DEBITO &#8211; LIGRESTI SENZA ALTERNATIVE, LE BANCHE (SE SONO SERIE) DOVRANNO IMPORRE DURI SACRIFICI\u2026<\/strong><\/p>\n<p>1 &#8211; PREMAFIN: LIGRESTI, NON ESISTONO PIU&#8217; CONDIZIONI INGRESSO GROUPAMA&#8230;<br \/>\nRadiocor &#8211; Stop all&#8217;operazione Premafin-Groupama. Le finanziarie della famiglia Ligresti Canoe Securities S.A., Hike Securities S.A., Limbo Invest S.A., Sinergia Holding di Partecipazioni S.p.A., Immobiliare Costruzioni IM.CO. S.p.A., Giulia Maria Ligresti, Jonella Francesca Ligresti, Gioacchino Paolo Ligresti, Salvatore Ligresti e Premafin, si legge in una nota, &#8216;hanno ritenuto non sussistano allo stato le condizioni perche&#8217; proseguano utilmente i contatti per l&#8217;ingresso di Groupama S.A. nel capitale di Premafin&#8217;. Sono allo studio soluzioni alternative indirizzate al rafforzamento patrimoniale del gruppo, conclude la nota.\u00a0\u00a0<\/p>\n<p>2 &#8211; PORTA CHIUSA A UN RITORNO DEI FRANCESI&#8230;<br \/>\nFrancesco Manacorda per &#8220;la Stampa&#8221;\u00a0\u00a0<\/p>\n<p>Don Salvatore torna in Italia: ora bussa alla porta delle banche di casa nostra, e in particolare a quella di Unicredit, per trovare il modo di ricapitalizzare sia FonSai sia, a monte, Premafin.\u00a0\u00a0<\/p>\n<p>Dopo la sostanziale bocciatura da parte della Consob dell&#8217;accordo tra i francesi di Groupama e la famiglia Ligresti l&#8217;Ingegnere, che siede al vertice del gruppo ha rifiutato &#8211; sostengono due distinte fonti finanziarie &#8211; un&#8217;offerta alternativa avanzata nei giorni scorsi da Groupama.\u00a0\u00a0<\/p>\n<p>E al tempo stesso ha accelerato su quella che era l&#8217;opzione originaria, ossia il ricorso a quell&#8217;Unicredit che \u00e8 il maggior creditore del gruppo &#8211; circa 600 milioni &#8211; ed era la banca che aveva rapporti maggiormente consolidati con i Ligresti.\u00a0\u00a0<\/p>\n<p>Sebbene nessuna delle parti in causa commenti gli sviluppi si concretizza cos\u00ec il \u00abPiano B\u00bb targato Unicredit di cui si era riparlato dieci giorni fa, appena arrivata la decisione della Consob che imponeva l&#8217;Opa obbligatoria a Groupama, bloccando di fatto l&#8217;operazione prospettata. In piazza Cordusio per ora si mantiene uno stretto riserbo, ma le carte sono sulle scrivanie degli uomini del settore Corporate e dalle ipotesi che circolano nelle ultime ore l&#8217;intervento di Unicredit potrebbe assumere una duplice natura: in parte nuovi finanziamenti, in parte ingresso nel capitale attraverso la sottoscrizione di un aumento.\u00a0\u00a0<\/p>\n<p>A fianco di Ligresti vuole poi restare il Credit Suisse, guidato da Federico Imbert. E tutt&#8217;altro che escluso \u00e8 l&#8217;intervento &#8211; a fianco della banca guidata da Federico Ghizzoni &#8211; di altri istituti italiani. C&#8217;\u00e8 il pool di creditori dei Ligresti, che comprende anche Bpm, Banca Mps e Banco Popolare che assieme a piazza Cordusio avevano riscadenziato 322 milioni di debito Premafin legando per\u00f2 l&#8217;operazione all&#8217;accordo dei francesi che ora pare sfumare;\u00a0\u00a0<\/p>\n<p>e ovviamente c&#8217;\u00e8 pure l&#8217;immancabile Mediobanca &#8211; da cui Ligresti si era allontanato negli ultimi mesi proprio per certe pretese terapeutiche che giudicava un po&#8217; troppo dure &#8211; che al momento sta alla finestra ma che ha tutto l&#8217;interesse a vedere un finale di partita soddisfacente per il gruppo assicurativo, visto che \u00e8 esposta verso FonSai con un debito subordinato di circa un miliardo di euro.\u00a0\u00a0<\/p>\n<p>Se davvero, come sembra, i francesi mancheranno all&#8217;appello, in casa Ligresti rimangono due problemi di capitalizzazione da risolvere, con l&#8217;aiuto delle banche italiane. Il primo sta a monte, in Premafin, dove era previsto un aumento di capitale da 225 milioni di euro che sarebbe finito per circa la met\u00e0 nelle tasche delle stesse holding di famiglia controllate da Don Salvatore e dai suoi tre figli e che &#8211; soprattutto &#8211; sarebbe servito a non allentare troppo la presa di Premafin nell&#8217;operazione a valle.\u00a0\u00a0<\/p>\n<p>Il secondo aumento, pi\u00f9 urgente visto anche l&#8217;incombere della vigilanza dell&#8217;\u00e9lite e la pericolosa discesa verso la linea di galleggiamento dei requisiti patrimoniali, riguarda infatti la FonSai, che nell&#8217;opzione originale aveva bisogno di 460 milioni. La nuova formula potrebbe prevedere qualche sacrificio in pi\u00f9 &#8211; rispetto ai pochissimi dell&#8217;opzione francese &#8211; per la famiglia, ma la situazione di FonSai non pare offrire ai Ligresti troppi margini di trattativa.\u00a0\u00a0<\/p>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div>\n<div id=\"post_message_29556627\">Con Peluso la nuova Fondiaria-Sai \u00e8 targata Unicredit<\/div>\n<p>Pubblicato: marted\u00ec 07 giugno 2011 da alessandro condina\u00a0\u00a0<\/p>\n<p>Pronti, via: al debutto la nuova Fondiaria-Sai che grazie all\u2019aumento di capitale deciso a maggio potr\u00e0 rientrare nei parametri di patrimonializzazione stabiliti dall\u2019Isvap. Sfumata l\u2019operazione Groupama, per\u00f2, il prezzo per ottenere il sostegno di Uncredit, ormai vitale, \u00e8 stato difficile da accettare, anche simbolicamente, ma inevitabile: ai vertici della societ\u00e0, formalmente come direttore generale ma con amplissime deleghe, \u00e8 arrivato Piergiorgio Peluso, l\u2019uomo Unicredit incaricato finora di seguire i grandi clienti industriali.\u00a0\u00a0<\/p>\n<p>Peluso, che si era ritrovato in Unicredit a seguito della fusione con Capitalia (era stato a capo del Mediocredito centrale) ha ricevuto dal cda di Fondiaria-Sai deleghe molto ampie, che fanno di lui un vero e proprio capo operativo della societ\u00e0, in particolare per quanto riguarda le partecipazioni finanziarie e in generale la finanza: fanno capo a lui amministrazione e bilancio, controllo di gestione e pianificazione strategica, finanza di gruppo, immobiliare, M&amp;A e partecipazioni, risorse umane, organizzazione e procurement.\u00a0\u00a0<\/p>\n<p>Un vero e proprio tornado per la famiglia Ligresti, che comunque ha dovuto accettare obtorto collo questa forma di tutela gestita cos\u00ec da vicino, in cambio del sostegno di Unicredit per l\u2019aumento di capitale. Del resto per don Salvatore i per i figli Giulia, Paolo e Jonella (questi ultimi tre nella foto) c\u2019era poco da fare, visti anche i pessimi conti della societ\u00e0 e i malumori degli azionisti di minoranza per alcune operazioni finanziarie poco gradite e poco inerenti all\u2019attivit\u00e0 principale di Fondiaria-Sai. Ora per la societ\u00e0 parte una fase nuova, con maggiore attenzione alle operazioni straordinarie, specie con parti correlate, e l\u2019impegno a tornare all\u2019utile entro il 2012.\u00a0\u00a0<\/p>\n<p>La prima mossa dopo l\u2019insediamento di Peluso potrebbe essere la cessione della partecipazione in Impregilo, in cui Fondiaria ha una quota attraverso la finanziaria Igli, che possiede poco meno del 30% di Impregilo. La quota di Fondiaria in Igli, il 33%, secondo fonti di stampa potrebbe finire agli altri soci Atlantia e Benetton e, anche se Fondiaria rischia di rimetterci sulla quotazione, gli analisti guardano con favore a un\u2019uscita della compagnia assicurativa da un business che non le appartiene.\u00a0\u00a0<\/p>\n<p>Rimane da capire quanto sia stato conveniente per Unicredit spendersi tanto per salvare i Ligresti; e soprattutto che cosa ne diranno gli azionisti alla prossima assemblea dei soci. Potrebbero anche non aver gradito una scelta di Unicredit che ha investito ulteriori capitali su un unico cliente.<strong>\u00a0<\/strong>\u00a0<\/p>\n<p><!-- \/ message --><strong>\u00a0<\/strong>\u00a0<\/p>\n<p><!-- \/ message --><strong>\u00a0<\/strong>\u00a0<strong><img class=\"lazyload\" decoding=\"async\" title=\"6\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns%3D%27http%3A%2F%2Fwww.w3.org%2F2000%2Fsvg%27%20width%3D%27331%27%20height%3D%27249%27%20viewBox%3D%270%200%20331%20249%27%3E%3Crect%20width%3D%27331%27%20height%3D%27249%27%20fill-opacity%3D%220%22%2F%3E%3C%2Fsvg%3E\" data-orig-src=\"https:\/\/ilcarrozziere.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2011\/07\/6.jpg\" alt=\"\" width=\"331\" height=\"249\" \/><\/strong><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.finanzaonline.com\/forum\/mercato-italiano\/1316280-la-verita-tutta-la-verita-nientaltro-che-la-verita.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>E la storia continua &#8230;..leggi altri articoli sull&#8217;argomento<\/strong><\/a><strong>\u00a0<\/strong>\u00a0<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/ilcarrozziere.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2011\/07\/6.jpg\"><strong><\/strong><\/a><a href=\"https:\/\/ilcarrozziere.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2011\/07\/5.bmp\"><\/a><!-- \/ message --><!-- \/ message --><!-- \/ message --><!-- \/ message --><!-- attachments --><strong>\u00a0<\/strong>\u00a0<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00a0\u00a0 Tratto dal Forum di Finanzaonline\u00a0\u00a0 Da leggere tutto d&#8217;un fiato\u00a0\u00a0 Articolo di Vittorio Malagutti per &#8220;Il Fatto Quotidiano&#8221; LA CRESTA DEI LIGRESTI &#8211; LA FAMIGLIA DI DON TOT\u00d2 HA SPOLPATO A DOVERE [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[4,58,7],"tags":[47,38,186,187],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/ilcarrozziere.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2006"}],"collection":[{"href":"https:\/\/ilcarrozziere.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/ilcarrozziere.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ilcarrozziere.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ilcarrozziere.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=2006"}],"version-history":[{"count":10,"href":"https:\/\/ilcarrozziere.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2006\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":19206,"href":"https:\/\/ilcarrozziere.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2006\/revisions\/19206"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/ilcarrozziere.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=2006"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/ilcarrozziere.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=2006"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/ilcarrozziere.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=2006"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}