{"id":4800,"date":"2013-03-21T09:04:25","date_gmt":"2013-03-21T08:04:25","guid":{"rendered":"https:\/\/ilcarrozziere.it\/blog\/?p=4800"},"modified":"2024-07-01T15:30:47","modified_gmt":"2024-07-01T13:30:47","slug":"terminata-lindagine-antitrust-sul-risarcimento-diretto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ilcarrozziere.it\/blog\/2013\/03\/terminata-lindagine-antitrust-sul-risarcimento-diretto\/","title":{"rendered":"Terminata l\u2019indagine Antitrust sul risarcimento diretto."},"content":{"rendered":"<p><img decoding=\"async\" class=\"lazyload aligncenter size-medium wp-image-4806\" alt=\"basket14\" src=\"https:\/\/ilcarrozziere.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2013\/03\/basket14-300x225.jpg\" data-orig-src=\"https:\/\/ilcarrozziere.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2013\/03\/basket14-300x225.jpg\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns%3D%27http%3A%2F%2Fwww.w3.org%2F2000%2Fsvg%27%20width%3D%27300%27%20height%3D%27225%27%20viewBox%3D%270%200%20300%20225%27%3E%3Crect%20width%3D%27300%27%20height%3D%27225%27%20fill-opacity%3D%220%22%2F%3E%3C%2Fsvg%3E\" data-srcset=\"https:\/\/ilcarrozziere.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2013\/03\/basket14-300x225.jpg 300w, https:\/\/ilcarrozziere.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2013\/03\/basket14.jpg 1024w\" data-sizes=\"auto\" data-orig-sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Occasione sprecata.\u00a0Caduti i luoghi comuni degli assicuratori, ma si continua con proposte irricevibili.<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>E\u2019 durata tre anni e si \u00e8 conclusa da poco l\u2019indagine conoscitiva dell\u2019 Antitrust sul risarcimento diretto.<\/p>\n<p>Subito balza agli occhi un vizio metodologico, infatti l\u2019Antitrust ha attinto i propri dati unicamente da una parte dei <i>player<\/i> del sistema, tralasciando del tutto i rappresentanti dei danneggiati, le organizzazioni degli autoriparatori, la medicina legale indipendente e gli operatori del diritto.<\/p>\n<p>La indagine infatti si \u00e8 basata su dati pervenuti alla AGCM in parte dall\u2019ex ISVAP (ora IVASS), che li ha acquisiti dalle imprese assicurative, in parte dalle imprese stesse e in parte da Consap.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><b>I punti critici evidenziati dall\u2019indagine.<\/b><\/p>\n<p>Viene finalmente denunciato il malfunzionamento strutturale del sistema del risarcimento diretto, con la precisazione che \u00e8 il suo cuore, il il sistema del rimborso tramite forfait in camera di compensazione, ad aver portato ai sistematici aumenti dei costi e dei premi assicurativi.<\/p>\n<p>Infatti viene chiarito che il mercato della RC auto \u00e8 in mano ad un operatore dominante (37% del mercato), affiancato da due competitor con rispettivamente il 16, 2 e il 12,3, seguiti da quattro\u00a0 imprese con circa il 4 per cento ciascuna e due con 2\/3 % ciascuna. Da tale osservazione non arriva per\u00f2 la ovvia conclusione che in un simile quadro il sistema del risarcimento diretto non pu\u00f2 funzionare, dal momento che lo scambio dei forfait avviene di fatto all\u2019interno dei tre gruppi oligopolisti sul mercato.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><b>Clamoroso! Diminuiscono i sinistri, in calo le micro permanenti e l\u2019ammontare dei loro risarcimenti. <\/b><\/p>\n<p>L\u2019indagine smentisce l\u2019alibi del sistema assicurativo esponendo con chiarezza che nel periodo esaminato (2008\/2010) vi \u00e8 stata una <b>significativa contrazione<\/b> <b>del numero dei sinistri<\/b>, contrazione proseguita negli anni successivi come \u00e8 agevole constatare dai <i>paper<\/i> di fonte Ania diffusi in occasione della assemblea annuale dello scorso luglio. Infatti negli ultimi dieci anni la frequenza sinistri \u00e8 calata di oltre il 30% (quasi un milione di sinistri in meno rispetto al 2000, (vedasi Tabella ANIA &#8211; Assicurazione Italiana 2002\/2003 pag. 95) al 6,68% (<i>Cfr. Ania Trends &#8211; Frequenza sinistri Ania Trends \u2013 Statistica Trimestrale \u2013 Dati al 31\/12\/2011 \u2013 pag. 3).<\/i><\/p>\n<p>Dall\u2019indagine emerge pure che <b>i danni alla persona, con riguardo alle micropermanenti,<\/b> <b>nel periodo 2008 \/2010 sono diminuiti rispettivamente del 6%quanto ai trasportati e del 7% per i conducenti <\/b>(cfr par. 248).<b><\/b><\/p>\n<p>Quanto agli <b>esborsi patiti per le micro permanenti<\/b> fuori dall\u2019ambito del risarcimento diretto <b>il costo medio \u00e8 diminuito del 12% <\/b>(cfr par. 254); all\u2019interno del sistema del risarcimento diretto l\u2019indagine cumula il costo di tutti i danni fino al 9% non rendendo possibile una comparazione sul preteso \u201cproblema\u201d delle distrazioni del rachide cervicale, ma <b>il costo medio delle micropermanenti globalmente intese fino al 9% di IP comunque \u00e8 sceso <\/b>dai 9000 euro circa del 2008 ai 7863 del 2010. Anche i danni liquidati successivamente all\u2019anno di accadimento vedono una <b>diminuzione dei costi medi delle micro permanenti del conducente in misura del 12,6% <\/b>(par 259).<\/p>\n<p>La indagine insomma smentisce la vulgata sul collo fragile degli italiani.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><b>Le sorprese dei numeri: le compagnie col sistema del risarcimento diretto ci guadagnano e mantengono ingiustificatamente premi alti preferendo, con comportamenti anticoncorrenziali, aumentare gli utili.<\/b><\/p>\n<p>L\u2019Antitrust nelle proprie analisi ha scoperto che \u201c<i>la percentuale di sinistri liquidati con risarcimento diretto per i quali l\u2019assicuratore ha ottenuto un rimborso superiore all\u2019esborso compresa tra il 60% e l\u201980%\u2026. Ci\u00f2 indica che le compagnie incluse nel campione estraggono un differenziale positivo tra rimborsi e risarcimenti su gran parte dei sinistri di generazione corrente trattati dalla stanza in ciascun anno. <\/i>Tale percentuale<i> di sinistri per i quali le compagnie ricevono a titolo di compensazione pi\u00f9 di quello che hanno effettivamente risarcito risulta generalmente in aumento sul periodo 2008-2010. Il differenziale positivo mostra un andamento crescente nel tempo\u2026<\/i><\/p>\n<p>Insomma \u00a0<i>\u201c\u2026quanto finora osservato nel settore della RC Auto in Italia \u00e8 pi\u00f9 indicativo di un mercato con debole tensione competitiva che di un contesto fortemente concorrenziale. Si riscontrano, infatti, aumenti dei premi (medi) in tutte le province nelle quali le compagnie incluse nel campione analizzato hanno corrisposto risarcimenti superiori ai rimborsi, ma anche nelle province dove le compagnie hanno beneficiato dal meccanismo di rimborso previsto dalla procedura CARD\u2026. Ci\u00f2 \u00e8 indicativo di una situazione di mercato nella quale <b>le inefficienze vengono trasferite sui premi, con le imprese pi\u00f9 efficienti che preferiscono realizzare margini pi\u00f9 elevati anzich\u00e9 competere aggressivamente per aumentare la propria quota di mercato a danno delle imprese meno efficienti, godendo di forfait elevati<\/b>\u201d<\/i><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><b>Le conclusioni \u201cpolitiche\u201d della indagine: un fuor d\u2019opera privo di razionalit\u00e0.<\/b><\/p>\n<p>Il dato oggettivo \u00e9 dunque una sorpresa: <b>le imprese traggono utili ll\u2019applicazione del sistema del risarcimento diretto, ma il sistema anticoncorrenziale impedisce la riduzione delle tariffe che vengono tenute artificiosamente alte.<\/b><\/p>\n<p>Con tali premesse la conclusione di una simile indagine avrebbe potuto\u00a0 essere che la richiesta dell\u2019abolizione, quantomeno per i sinistri con lesioni, del sistema del risarcimento diretto.<\/p>\n<p>Si propone invece di rivedere i forfait al ribasso, incentivando evidentemente la contrazione dei risarcimenti, come se questi fossero una variabile indipendente dai costi storici di sistema.<\/p>\n<p>Inoltre sorprendentemente, ma non troppo, l\u2019indagine si conclude con proposte che nulla hanno a che vedere con quanto osservato nella indagine, proposte viziate dal presupposto, clamorosamente errato, di una impossibile contrattualizzazione del risarcimento del danno.<\/p>\n<p>Si passa dunque a una serie di proposte tutte approssimative, senza alcuna attinenza con la indagine svolta nell\u2019evidente tentativo di correggere l\u2019impatto di una indagine di ben altro spessore nelle quali riecheggiano i desiderata di certo mondo assicurativo.<\/p>\n<p>E infatti l\u2019Antitrust ora auspica la maggior diffusione di \u201cclausole\u201d che prevedano il risarcimento\u00a0 in forma specifica, o meglio la creazione di reti di carrozzerie fiduciarie, ma solo se di \u201clibera scelta dell\u2019assicurato\u201d, evidentemente non ritenendo pi\u00f9 possibili fenomeni distorsivi della concorrenza nel mercato delle autoriparazioni.<\/p>\n<p>Ricalcando il progetto di un gruppo assicurativo, AGCM auspica che vengano rese \u201c<i>prestazioni di servizi <\/i>(sic!)<i> medico sanitari ad opera di professionisti individuati e remunerati dalle compagnie<\/i>\u201d.<\/p>\n<p>Il tutto ovviamente attraverso l\u2019inserimento di una \u201c<i>clausola<\/i>\u201d, naturalmente \u201d<i>facoltativa<\/i>\u201d, che permetta di \u201c<i>selezionare strutture\/soggetti che erogheranno i servizi<\/i> (medico sanitari)<i> in grado\u00a0 di garantire massima efficienza nel controllo dei costi ma non a detrimento della qualit\u00e0 del servizio<\/i>\u201d. Si attende evidentemente che l\u2019Antitrust suggerisca l\u2019adozione di \u201c<i>tempari<\/i>\u201d e magari \u201c<i>compensi<\/i>\u201d per l\u2019esecuzione delle prestazioni medico riabilitative, oltre che tariffe per le prestazioni medico legali\u2026<\/p>\n<p>Sulla \u201c<i>scatola nera<\/i>\u201d Antitrust sostiene ovviamente la tesi delle imprese assicuratrici poich\u00e9 nulla dice sui controversi costi di istallazione, limitandosi all\u2019ovvio, e cio\u00e8 a declamare la opportunit\u00e0 che nessun costo di disistallazione debba essere presente, dal momento che basta interpellare un elettrauto per sapere che l\u2019apparato si pu\u00f2 disattivare a costo pressoch\u00e9 pari a zero.<\/p>\n<p>Molto approssimativa e priva di buon senso, \u00e8 la proposta di subordinare il risarcimento del danno al veicolo, definito \u201c<i>pagamento delle spese per le riparazioni dei veicoli<\/i>\u201d, \u201c<i>solo dietro presentazione di fattura, non quindi dietro presentazione di altri documenti<\/i>\u201d.<\/p>\n<p>L\u2019estensore della proposta forse probabilmente non ritiene di abrogare il 2058 del codice civile ma pi\u00f9 semplicemente non ha compreso il senso dei suggerimenti di un\u2019associazione collaterale all\u2019Ania che, audita dall\u2019Autorit\u00e0, ha lamentato la circostanza che le compagnie risarcissero prestazioni mediche e di cura dietro presentazione di \u201cpreventivi\u201d o \u201cnotule pro forma\u201d, non facendo riferimento ovviamente alla riparazione dei veicoli.<\/p>\n<p>Evidentemente per l\u2019Antitrust bisogna rivedere anche il sistema fiscale di medici, fisiatri fisioterapisti e professionisti della sanit\u00e0 in genere che, per \u201c<i>agevolare maggiori certezze che i rimborsi vantat<\/i>i(?) <i>siano a fronte di costi effettivamente sostenuti<\/i>\u201d dovranno emettere parcelle o fatture anche a fronte di prestazione eseguite ma non ancora retribuite, in attesa che l\u2019assicuratore magari ne valuti la congruit\u00e0.<\/p>\n<p>Non poteva mancare, tra i desiderata dell\u2019Ania, pedissequamente ripresi nelle conclusioni dell\u2019indagine, la richiesta di pervenire \u201c<i>in tempi brevi all\u2019<b>adozione della tabella del 138 <\/b>cos\u00ec da avere criteri certi per la determinazione del relativo danno biologico<\/i>\u201d.<\/p>\n<p>Agli operatori del diritto risulta che criteri certi siano stati introdotti da tempo ad opera della Cassazione che ha indicato, quale <b>criterio unico per la liquidazione del danno alla persona, le tabelle milanesi<\/b>. Se il senso della richiesta \u00e8 altro, cio\u00e8 quello di ottenere dal prossimo esecutivo a mezzo decreto ministeriale lo \u201csconto\u201d sui risarcimenti perch\u00e9 i valori delle tabelle milanesi sono ritenuti troppo elevati dagli assicuratori, sia il governo di turno a farlo assumendosene la responsabilit\u00e0 politica senza fingere improbabili scelte tecniche a seguito di equivoche richieste di una autorit\u00e0 che si ammanta di presunta indipendenza.<\/p>\n<p>Le ultime proposte sono sintomo della pi\u00f9 totale confusione e probabilmente della fretta con la quale si \u00e8 cercato di \u201cchiudere la pratica\u201d: l\u2019art 148 del CAP sul punto \u00e8 stato di recente modificato ma l\u2019Antitrust pare non essersene accorta, dal momento che confusamente chiede \u201cadeguati meccanismi di enforcement\u201d (!) in tema di perizie, valutazioni del danno, e quant\u2019altro.<\/p>\n<p>Le \u201cproposte\u201d AGCM si concludono infine con una richiesta la cui portata \u00e8 potenzialmente dirompente, poich\u00e9 cela un passaggio che potrebbe portare al definitivo affossamento del sistema del risarcimento diretto: \u201c<i>dare la possibilit\u00e0 di ispezionare i veicoli danneggiati anche alla compagnia del responsabile<\/i>\u201d.<\/p>\n<p>In conclusione l\u2019indagine sotto il profilo sostanziale <b>smaschera il fallimento del risarcimento<\/b> <b>diretto,<\/b> individuandone l\u2019impossibile tenuta tecnica, ma ancor di pi\u00f9 <b>consente,<\/b> esaminando delle conclusioni in contraddizione con un lavoro preparatorio per molti versi coraggioso, <b>di smascherare le criticit\u00e0 delle cosiddette autorit\u00e0 indipendenti,<\/b> il cui ruolo va inesorabilmente ad esaurirsi proprio a causa di una oggettiva sudditanza nei confronti di alcune parti dei settori\u00a0 sottoposti a controllo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Angelo Massimo Perrini<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; Occasione sprecata.\u00a0Caduti i luoghi comuni degli assicuratori, ma si continua con proposte irricevibili. &nbsp; E\u2019 durata tre anni e si \u00e8 conclusa da poco l\u2019indagine conoscitiva dell\u2019 Antitrust sul risarcimento diretto. 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