È giusto pagare di meno lo steso danno a seconda di chi quel danno ripara? 

Dove non basta il buon senso ci vuole un giudice e ora come tutti sanno la Cassazione ha chiarito che simili condotte sono illecite e che costruire contratti che hanno quell’effetto è condotta abusiva.

L’assordante silenzio delle imprese assicuratrici vale più di ogni ammissione: la diga della  canalizzazione forzata si sta sgretolano.

Dopo la notissima ordinanza n. 10797 del 23 aprile 2026 della Corte di Cassazione è pacifica la natura abusiva delle clausole assicurative che condizionano economicamente la scelta del riparatore attraverso franchigie, scoperti o riduzioni del risarcimento.

Ogni penalizzazione economica in dipendenza della scelta del riparatore ha l’effetto abusivo di limitare la libertà contrattuale del contraente più debole, incidendo in modo illegittimo sull’accesso al libero mercato. Dunque tutte le clausole che hanno come effetto di limitare la facoltà di contrarre con terzi (il tuo carrozziere) sono abusive,vessatorie e dunque nulle

Dopo la Cassazione i giudici di merito: Unipol sanzionata a Bologna 

Gli effetti della Cassazione come prevedibile non stanno tardando a farsi sentire. E’ di pochi giorni fa la sentenza n. 1126/2026 del Giudice di Pace di Bologna che ha ritenuto abusiva la pretesa di Unipol di liquidare il 10% in meno all’assicurato che aveva riparato dal proprio carrozziere.

Il Giudice bolognese, dopo aver chiarito che non si possono applicare in ogni caso in RC auto limitazioni contrattuali a liquidazioni del danno da fatto illecito ha comunque applicato il nuovo principio della Cassazione dando atto che simili clausole sono abusive con espresso richiamo alla recente ordinanza di cassazione.

Le risposte delle imprese

Se la quesitone di diritto è chiara ora si attende l’adeguamento delle imprese al nuovo quadro che comporta necessariamente una revisione della contrattualistica e dei prodotti collocati sul mercato.

Non adeguarsi è certamente una opzione possibile che però comporterebbe rischi non solo reputazionali. È infatti ovvio che i mutamenti della giurisprudenza che incidono sugli esborsi comportano doverosi adeguamenti di bilancio e dei piani industriali. E continuare su una linea perdente che negli equilibri di bilancio pesa in maniera irrisoria probabilmente non conviene a nessuno.

 

 

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