Negli ultimi mesi numerose carrozzerie hanno segnalato difficoltà legate all’approvvigionamento di ricambi da parte di alcune case automobilistiche che applicano sconti commerciali molto ridotti o addirittura assenti rispetto ai prezzi di listino ufficiali.
La situazione ha generato dubbi circa la possibilità di applicare maggiorazioni sui ricambi rivenduti ai clienti e circa la legittimità della vendita dei ricambi senza alcun margine commerciale.
Al riguardo, Federcarrozzieri ritiene opportuno fornire alcune indicazioni di carattere generale.
1. L’ATTIVITÀ DI IMPRESA NON IMPONE UN RICARICO SU OGNI SINGOLA VOCE
Non esiste alcuna disposizione normativa che imponga all’autoriparatore di realizzare un margine economico su ogni singolo ricambio acquistato e rivenduto.
L’impresa opera sulla base dell’equilibrio economico complessivo della propria attività e può quindi conseguire la propria redditività attraverso l’insieme delle prestazioni erogate, comprese manodopera, materiali di consumo, servizi accessori e gestione della riparazione.
Di conseguenza, la circostanza che un ricambio venga rivenduto allo stesso prezzo di acquisto non costituisce, di per sé, una violazione fiscale o amministrativa.
Qualora tali costi siano effettivamente sostenuti, l’impresa può legittimamente richiederne il rimborso o valorizzarli economicamente nei confronti del cliente.
2. TRASPARENZA NELLA DOCUMENTAZIONE COMMERCIALE
Particolare attenzione deve essere prestata nei casi in cui il ricambio sia caratterizzato da un prezzo di listino ufficiale, pubblico e facilmente verificabile.
In tali situazioni, l’applicazione di una maggiorazione indistinta sul prezzo del ricambio può generare contestazioni da parte di clienti, compagnie assicurative, consulenti tecnici, periti o autorità giudiziarie, soprattutto quando il prezzo ufficiale del componente risulta facilmente accertabile.
Per tale ragione, Federcarrozzieri suggerisce, ove possibile, di mantenere distinta l’indicazione del prezzo del ricambio dalle eventuali spese accessorie sostenute dall’impresa, come, per esempio quelle di trasporto.
Tale modalità favorisce la trasparenza nei confronti del cliente e consente una più agevole giustificazione delle somme richieste.
4. RAPPORTI CON LE COMPAGNIE ASSICURATIVE
Nei procedimenti di risarcimento del danno, le compagnie assicurative tendono frequentemente a fare riferimento ai prezzi di listino ufficiali dei ricambi.
Pertanto, eventuali costi ulteriori rispetto al prezzo del componente potrebbero richiedere adeguata motivazione e documentazione a supporto della richiesta di rimborso.
Si raccomanda pertanto alle imprese di conservare la documentazione relativa ai costi sostenuti e di fornire, ove necessario, idonee giustificazioni delle somme addebitate.
CONCLUSIONI
Federcarrozzieri ricorda che:
• non esiste alcun obbligo normativo di applicare un ricarico su ogni singolo ricambio rivenduto;
• l’impresa può conseguire la propria redditività sull’insieme delle attività svolte;
• eventuali costi aggiuntivi sostenuti per l’approvvigionamento e la gestione dei ricambi possono essere valorizzati economicamente;
• nei casi di listini pubblici e verificabili è consigliabile mantenere separate e chiaramente identificabili le eventuali spese accessorie rispetto al prezzo del ricambio.
La presente circolare ha finalità esclusivamente informative e non sostituisce il parere del professionista fiscale o legale incaricato dall’impresa.
LA MISSIONE DI FEDERCARROZZIERI
Federcarrozzieri è nata con lo scopo di valorizzare il lavoro degli artigiani e da tempo ha adottato strumenti avanzati di tutela della nostra attività. Ha intuito da più di dieci anni che l’asse principale di redditività del nostro lavoro è difendere il prezzo della nostra mano d’opera sul libero mercato e nei confronti delle compagnie assicuratrici.
Federcarrozzieri è sempre a disposizione per difendere e tutelare le imprese artigiane che ancora oggi hanno problemi nella difesa del loro lavoro, della loro attività e del loro assetto organizzativo.
Davide Galli


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