Si è appena conclusa a Francoforte Automechanika 2026, uno degli appuntamenti di riferimento per l’aftermarket automotive internazionale. Cinque giorni di incontri, novità e tecnologie che hanno offerto una fotografia piuttosto chiara delle direzioni verso cui si sta muovendo il settore.

Con oltre 112.000 visitatori professionali da 173 Paesi e 4.400 espositori da 80 Paesi, l’edizione di quest’anno ha registrato una crescita rispetto al 2024. Ma più dei numeri, sono alcuni segnali emersi tra gli stand a raccontare cosa potrebbe cambiare nei prossimi mesi.

L’intelligenza artificiale entra sempre più nella riparazione

Uno dei temi più presenti è stato quello dell’AI, affiancata alla robotica e all’automazione.

Nel mondo della carrozzeria, le dimostrazioni di verniciatura robotizzata supportata dall’intelligenza artificiale hanno mostrato come tecnologie fino a poco tempo fa associate soprattutto all’industria stiano iniziando a trovare spazio anche nella riparazione.

La diffusione sarà naturalmente legata ai costi, ai volumi di lavoro e alla capacità delle imprese di integrare questi strumenti nella propria organizzazione. Ma il passaggio importante è che non si parla più soltanto di futuro: alcune applicazioni stanno già diventando concrete.

La transizione non ha cancellato il motore endotermico

Un altro elemento emerso con chiarezza è la forte presenza di tutto ciò che ruota attorno al motore a combustione interna.

Ricambi, componenti, lubrificanti, sistemi di scarico, trasmissioni e attrezzature per la manutenzione dei veicoli tradizionali hanno avuto ancora un ruolo centrale.

È un dato che riflette una realtà ben precisa: mentre le nuove motorizzazioni continuano a svilupparsi, il parco circolante esistente continuerà a rappresentare per molti anni una parte fondamentale del lavoro dell’aftermarket.

Per le imprese della riparazione, quindi, la sfida non è scegliere tra presente e futuro, ma prepararsi a gestire entrambi.

La presenza cinese cambia dimensione

Tra i segnali più interessanti di questa edizione c’è anche la crescita della presenza dei produttori cinesi.

Non soltanto il tradizionale grande padiglione nazionale: sempre più aziende hanno scelto di presentarsi autonomamente nei diversi settori della manifestazione, con una presenza diretta accanto ai principali operatori internazionali.

È il segnale di una strategia che punta sempre più sulla costruzione di marchi, reti commerciali, assistenza e rapporti diretti con il mercato, andando oltre la semplice competitività sul prezzo.

Una fiera che fotografa il presente e anticipa ciò che verrà

Alla fine di questa edizione, il messaggio che arriva da Francoforte è piuttosto chiaro: l’aftermarket sta cambiando, ma non attraverso una singola trasformazione.

Da una parte avanzano AI, robotica e automazione. Dall’altra il motore endotermico continua a rappresentare una componente fondamentale del mercato. E, nel frattempo, nuovi competitor internazionali stanno rafforzando la propria presenza.

Sono tendenze diverse che nei prossimi mesi continueranno a convivere e a modificare tecnologie, prodotti e dinamiche competitive del settore.

È forse questo il principale insegnamento di Automechanika 2026: il futuro dell’aftermarket non sta ancora sostituendo il presente. Lo sta affiancando, trasformandolo progressivamente.