Federcarrozzieri, Federazione Italiana Carrozzieri Indipendenti è stata ascoltata ieri dalla Direzione Generale della Concorrenza della Commissione Europea sulla proposta di fusione tra AkzoNobel e Axalta, due dei maggiori produttori mondiali di vernici per il settore refinish.
Per un’associazione che rappresenta migliaia di piccole imprese artigiane, essere ascoltata a Bruxelles rappresenta un motivo di orgoglio e, allo stesso tempo, il riconoscimento di una credibilità costruita attraverso anni di lavoro rigoroso e documentato a tutela delle carrozzerie indipendenti e degli automobilisti.
Federcarrozzieri ha portato all’attenzione della Commissione europea non slogan, ma dati e considerazioni concrete sul funzionamento del mercato italiano della riparazione dei veicoli, delle vernici per il refinish e dell’assicurazione RC Auto.
Il messaggio della Federazione è chiaro: nel mercato italiano, così come funziona concretamente, la fusione tra AkzoNobel e Axalta rischia di determinare un aumento dei prezzi delle vernici, con conseguenze che non si fermerebbero alle sole carrozzerie.
L’eventuale incremento dei costi delle vernici, infatti, rischierebbe di trasferirsi quasi interamente sui costi complessivi delle riparazioni e, alla fine della filiera, sui premi dell’assicurazione RC Auto pagati dagli automobilisti.
Un mercato caratterizzato da una forte frammentazione delle carrozzerie
Il ragionamento presentato da Federcarrozzieri alla Commissione europea parte dalla struttura stessa del mercato italiano.
In Italia operano circa 15.000 carrozzerie, in gran parte costituite da micro-imprese familiari che non dispongono di un reale potere negoziale nei confronti dei grandi produttori di vernici.
A questo elemento si aggiunge una particolare caratteristica del mercato delle vernici per il refinish. La vernice, infatti, non viene acquistata come un prodotto isolato, ma è normalmente collegata al tintometro e al sistema colore del produttore, all’interno di rapporti contrattuali di lungo periodo.
Questi vincoli contribuiscono a rendere il mercato meno flessibile e possono rendere particolarmente oneroso per una carrozzeria cambiare fornitore.
La conseguenza è che le imprese di riparazione si trovano in una posizione contrattuale e negoziale debole rispetto ai grandi produttori.
L’aumento del costo delle vernici rischia di ricadere sull’intera filiera
Un altro elemento evidenziato da Federcarrozzieri riguarda la composizione del costo complessivo di una riparazione.
La manodopera del riparatore incide per circa il 22% del costo del danno. In questo scenario, un eventuale aumento del prezzo delle vernici non può essere semplicemente assorbito dalle carrozzerie, già caratterizzate da una struttura imprenditoriale fortemente frammentata.
Il maggior costo rischia quindi di essere trasferito lungo la filiera, incidendo sul costo complessivo della riparazione.
E, in ultima istanza, il conto rischia di arrivare agli automobilisti attraverso il sistema dei premi dell’assicurazione RC Auto.
Un mercato assicurativo fortemente concentrato
A rendere ancora più delicato lo scenario è la struttura del mercato assicurativo.
Secondo i dati portati da Federcarrozzieri all’attenzione della Commissione europea, i primi dieci gruppi assicurativi controllano circa l’89% del mercato RC Auto e, attraverso le proprie reti di carrozzerie convenzionate, indirizzano i veicoli verso specifici riparatori.
In questo contesto, secondo la Federazione, chi si trova a sostenere in ultima istanza gli eventuali aumenti dei costi non è un acquirente forte, in grado di negoziare ad armi pari con i propri fornitori.
Il rischio è invece che il maggior costo venga trasferito rapidamente lungo la filiera e finisca per incidere sui premi assicurativi pagati dagli automobilisti.
Guardare al mercato per come è, non per come appare sulla carta
È questo il punto centrale che Federcarrozzieri ha sottoposto alla Direzione Generale della Concorrenza della Commissione europea.
«Abbiamo chiesto alla Commissione una cosa semplice: guardare al mercato per come è, non per come appare sulla carta», afferma Federcarrozzieri.
«Acquirenti frammentati, vincoli contrattuali che tolgono libertà, nessun vero contrappeso, una domanda concentrata: in questo quadro ogni rincaro delle vernici finisce per bussare alla porta dei cittadini».
La Federazione sottolinea quindi come l’analisi degli effetti della proposta di fusione non possa limitarsi a considerare esclusivamente i rapporti tra i grandi produttori, ma debba tenere conto anche della struttura concreta dell’intera filiera italiana della riparazione dei veicoli.
La tutela della libertà di scelta del riparatore
Per Federcarrozzieri, la questione non riguarda soltanto la tutela degli interessi delle carrozzerie indipendenti.
È in gioco anche un principio più ampio: il diritto del danneggiato a restare libero di scegliere il proprio riparatore e la necessità che il mercato della riparazione dei veicoli mantenga una reale pluralità di operatori.
La presenza di un mercato aperto e competitivo, secondo la Federazione, rappresenta infatti un elemento fondamentale per garantire agli automobilisti la possibilità di scegliere liberamente a chi affidare la riparazione del proprio veicolo e per tutelare la competitività delle imprese artigiane.
Federcarrozzieri annuncia pertanto che continuerà a vigilare sull’andamento dei prezzi delle vernici e sulle condizioni contrattuali applicate alle carrozzerie, sostenendo al tempo stesso la presenza di produttori alternativi e lo sviluppo di nuovi canali di acquisto diretto per le imprese di riparazione.
L’obiettivo è contribuire a mantenere un mercato più aperto, competitivo e pluralistico, nell’interesse delle carrozzerie indipendenti e degli automobilisti.


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