Antitrust e Ivass hanno avviato un’indagine congiunta sugli ostacoli alla concorrenza nella RC auto con l’obiettivo di individuare interventi per migliorare l’efficienza del settore e tutelare i consumatori in un mercato che, nel 2025, vale circa 13,5 miliardi di euro di raccolta premi.

L’indagine si concentra su quattro direttrici principali:

  • Valutazione del rischio: Meccanismi di funzionamento delle classi di merito e del sistema bonus-malus.
  • Liquidazione dei danni: Effetti e operatività della procedura di risarcimento diretto.
  • Scatole nere: Impatto delle scatole nere e dei dispositivi di monitoraggio sulla mobilità e sulla libertà di cambio compagnia dei clienti.
  • Trasparenza commerciale: Complessità delle strutture tariffarie, prassi degli sconti ed efficacia degli strumenti di comparazione dei prezzi (es. Preventivass).

Il contributo di Federcarrozzieri

Federcarrozzieri (Federazione Italiana Carrozzieri Indipendenti) ha trasmesso le proprie osservazioni, evidenziando quelle che da tempo denuncia come le principali distorsioni del settore.

Mercato oligopolistico che si riflette sui premi 

  • Struttura oligopolistica: le prime quattro compagnie assicurative concentrano circa il 70% del mercato, limitando la spinta concorrenziale sui prezzi.

  • Determinazione delle tariffe: gli aumenti dei premi non trovano giustificazione nell’andamento della sinistrosità. Rispondono invece a strategie industriali volte a recuperare nei rami auto i margini persi in altri comparti danni (es. eventi atmosferici) e all’estensione del risarcimento diretto obbligatorio alle imprese estere (art. 31 L. 118/2022), che ha ridotto la competizione di prezzo.

  • Revisione del risarcimento diretto: l’associazione chiede il superamento del risarcimento diretto obbligatorio e il ritorno al regime ordinario (pagamento da parte della compagnia del responsabile), in linea con la sentenza 180/2009 della Corte Costituzionale.

Non sono i carrozzieri che determinano i rincari

  • Il costo delle riparazioni effettuate dagli artigiani ha un’incidenza marginale sul costo dei sinistri. Un’analisi su circa 7.000 sinistri evidenzia che la manodopera pesa solo per il 22% sul totale del danno, contro il 64% dei ricambi e il 12% dei materiali di consumo: la causa principale dell’aumento del costo dei sinistri è l’incremento dei prezzi dei pezzi di ricambio (OEM), aumentati mediamente dell’84% tra il 2021 e il 2026.

La canalizzazione dei sinistri e la intermediazione come causa dei rincari

  • L’interposizione di società di brokeraggio della riparazione tra assicuratore e carrozzerie causa rincari nelle riparazioni. Federcarrozzieri denuncia la presenza di figure che lucrano sulle riparazioni. che vengono affidate loro dalle compagnie e che a loro volta assegnano alle singole carrozzerie. In tal modo si generano costi aggiuntivi di intermediazione a carico della filiera senza eseguire riparazioni.

  • Federcarrozzieri  contesta la prassi di inserire in polizza penali, scoperti o franchigie maggiorate per gli assicurati che scelgono riparatori di fiducia non convenzionati, in contrasto con la legge e con il Codice del Consumo.
  • Federcarrozzieri denuncia pure pressioni sulle reti agenziali: l’assegnazione di incentivi economici agli agenti per ogni sinistro indirizzato verso le strutture convenzionate distorce il mercato, concentrando oltre il 50% dei sinistri verso un numero ristretto di impianti (circa il 15% del totale delle carrozzerie).

Scatole nere inutili e anticoncorrenziali 

  • I dispositivi telematici proprietari risultano obsoleti rispetto agli Event Data Recorder (EDR) nativi, obbligatori sugli autoveicoli di nuova omologazione dal 2022. Costituiscono pure un ostacolo alla concorrenza: le scatole nere generano un effetto lock-in che disincentiva il consumatore a cambiare assicuratore e si sono trasformate da strumento antifrode a strumento per costruire le tariffe senza controllo in maniera arbitraria. L’impiego dei dati telematici per valutare lo “stile di guida” introduce parametri di calcolo aleatori, esponendo l’assicurato a rincari tariffari non verificabili e al di fuori della logica del bonus-malus.

Federcarrozzieri auspica che il confronto avviato da Antitrust e Ivass possa tradursi in interventi concreti, capaci di ristabilire condizioni di maggiore concorrenza e garantire agli automobilisti una reale libertà di scelta.